
E’ scoppiata una brutta polemica intorno al film “Zustissia” di Francesco Piras, dedicato alla triste vicenda di Beniamino Zuncheddu. La miccia è partita da un commento pubblicato sul blog Sardegna e libertà di Paolo Maninchedda e da lì il fuoco si è esteso sino ad arrivare al palazzo di giustizia di Cagliari.
Mettiamo in ordine i fatti: il lettore del blog, tale Stefano Locci, lascia intendere che gli avvocati del servopastore di Burcei, condannato ingiustamente per triplice omicidio, non abbiano fatto sino in fondo il loro dovere e li definisce ironicamente “campioni”. Il riferimento è a un passaggio del film, nella fase della revisione, che a dir poco non riconosce il lavoro dei professionisti che hanno cercato per primi di tirare fuori dai guai Zuncheddu acccusato della strage di Sinnai, l’8 gennaio 1991.
E qui sta il punto: perché i legali di Zuncheddu in primo grado e in corte d’assiste appello erano campioni davvero. Due professionisti cagliaritani uno più stimato dell’altro: Luigi Concas e Francesco Onnis, meglio noto come Franceschino non per il fisico ma per la mitezza.
Pierluigi Concas, avvocato pure lui e figlio di un galantuomo che ha insegnato il diritto penale a tutto il palazzo di giustizia di Cagliari, esce dal riserbo che lo ha sempre caratterizzato ed è costretto a replicare: “La difesa aveva sempre messo in evidenza l’inattendibilità del racconto offerto dal testimone oculare (Luigi Pinna). Peccato che all’epoca la difesa non avesse la disponibilità dell’intercettazione ambientale con cui quello stesso testimone oculare ha ammesso che in realtà non aveva riconosciuto il signor Zuncheddu, circostanza questa che ha contribuito in modo decisivo all’accoglimento della richiesta di revisione. Con l’occasione segnalo che le ulteriori indagini (ivi compresa l’intercettazione appena richiamata) sono il frutto delle iniziative di due valorosi pubblici ministeri cagliaritani, sino ad oggi mai nominati, a cui nessuno ha mai riconosciuto alcunché.
Ovviamente le sentenze sono a disposizione di chi vi abbia interesse e voglia documentarsi seriamente su questa vicenda”.
Il regista incassa la polemica e tace ma anche per Mauro Trogu, il giovane difensore che ha ottenuto la revisione del giudicato (e dunque ha portato al riconoscimento dell’innocenza di Zuncheddu), non è facile superare l’imbarazzo. Perché, ironia della sorte, Trogu è vincitore del premio che si assegna ai giovani migliori penalisti della Corte d’appello di Cagliari. Premio intitolato alla memoria del professor Concas. Nel frattempo, l’ex colpevole Zuncheddu resta senza un euro e ancora attende che diventi legge la proposta dai Radicali. Quella che prevede che chi esce da un errore giudiziario abbia da vivere. Polemiche a parte, la vera vittima resta lui, “povero innocente” come lo definiscono gli Istentales nella canzone che gli hanno dedicato. (c.c.)


