
Includere nel percorso di stabilizzazione anche gli operatori socio-sanitari che hanno prestato servizio nelle strutture pubbliche attraverso le agenzie. È la richiesta al centro del presidio organizzato questa mattina a Cagliari, davanti all’assessorato regionale della Sanità, da Usb Pi Sanità. Il sindacato contesta l’esclusione dei lavoratori in somministrazione dal provvedimento regionale che, secondo quanto riferisce Usb, ha avviato a settembre il percorso per gli Oss assunti a tempo determinato nelle aziende sanitarie e ospedaliere. Gianfranco Angioni, referente di Usb Sanità Sardegna, richiama il contributo degli operatori durante l’emergenza pandemica: personale che ha assicurato assistenza nei reparti in una fase particolarmente difficile e che ora chiede prospettive occupazionali. Per Usb, una possibilità di intervento arriva dalla recente normativa nazionale che, a determinate condizioni, consentirebbe alle amministrazioni pubbliche di prevedere una riserva fino al 20% dei posti nelle selezioni non dirigenziali bandite entro il 31 dicembre 2027, oppure di valorizzare l’esperienza professionale maturata. Il sindacato sollecita la Regione a utilizzare questi strumenti per dare una risposta anche a chi ha lavorato tramite agenzia. Angioni riferisce di aver già presentato la richiesta all’assessorato, senza aver ricevuto riscontro. Da qui la decisione di portare davanti alla sede regionale operatori provenienti da tutta la Sardegna. La rivendicazione riguarda il riconoscimento del servizio svolto: per Usb, la diversa forma contrattuale non deve cancellare il contributo garantito alla sanità pubblica. Il sindacato chiede procedure trasparenti e opportunità di accesso che tengano conto dell’esperienza acquisita. Il presidio anticipa lo sciopero annunciato per il 30 ottobre. La mobilitazione, fa sapere Usb, proseguirà in attesa di risposte e impegni concreti da parte della Regione.


