
La Regione promette di risolvere. Gli Oss esclusi rispondono che vigileranno, e che stavolta non si faranno fregare. Il nuovo confronto tra le parti si è tenuto questa mattina in Consiglio regionale. Al tavolo: la presidente Alessandra Todde, l’assessore alla Sanità, Armando Bartolazzi e una delegazione di operatori sociosanitari ancora fuori dalle graduatorie di stabilizzazione. Lavoratori che solo pochi anni fa erano stati definiti “eroi del covid” e che poco dopo sono stati messi da parte come vestiti usati da mandare al macero.
“Occorre completare la ricognizione del fabbisogno nelle Asl che non hanno ancora provveduto. Poi si potrà ricostituire la graduatoria per la stabilizzazione del personale”, hanno dichiarato Todde e Bartolazzi. La normativa prevede che il 50 per cento dei posti per Oss venga assegnato tramite concorso, il restante 50 per cento dalle graduatorie di stabilizzazione. Ma quella graduatoria, oggi, non esiste più. Va rifatta da zero, e aggiornata tenendo conto di chi, nel frattempo, ha maturato i requisiti.
“Parole già sentite” replica Desiderio Mallus, uno dei portavoce della protesta. “Vigileremo sulle promesse. Il 30 luglio incontreremo la presidente e ci assicureremo che i patti vengano rispettati. Non ci faremo più prendere in giro”. E avverte: “Quel giorno ci porteremo dietro tende e quant’altro serve per iniziare subito un presidio permanente davanti al Consiglio, se non arriveranno novità definitive”.


