
La casa in cui nacque Grazia Deledda, le pietre di Noddule, piazza Sebastiano Satta, la cattedrale e il Redentore: a Nuoro la memoria cambia volto da un luogo all’altro. Monumenti Aperti torna in città sabato 7 e domenica 8 novembre, con quattordici tappe che ne attraversano il paesaggio, la storia e le stratificazioni culturali.
Presentata oggi in conferenza stampa, la manifestazione segna il ritorno del capoluogo barbaricino dopo l’ultima partecipazione del 2015. È la quinta edizione nuorese e la tappa che conclude il calendario sardo del 2026, anno in cui ricorre il centenario del Premio Nobel per la Letteratura assegnato a Deledda. Anche Monumenti Aperti celebra una ricorrenza: la trentesima edizione.
Il programma mette in relazione cinque chiese, due musei, due siti archeologici e diversi spazi urbani. Accostati, questi luoghi restituiscono una città che non si lascia riassumere in un’unica immagine: la dimensione letteraria convive con quella religiosa, la trama delle piazze con le testimonianze più antiche del territorio. Il percorso invita a riconoscerne i legami, oltre le singole tappe.
A guidare le visite saranno studenti, cittadini, associazioni e realtà culturali. Il loro contributo dà alla manifestazione una voce plurale e radicata: i monumenti diventano occasione d’incontro quando a raccontarli sono le persone che li conoscono, li attraversano e li sentono parte della propria città.
“Monumenti Aperti è una bellissima iniziativa, perché permette di riscoprire i luoghi della nostra storia e di renderli accessibili a tutti” – ha dichiarato Natascia Demurtas, assessora alla Cultura e vicesindaca. “Sono proprio le persone, con la loro disponibilità e il loro entusiasmo, a trasformarli in occasioni di incontro e conoscenza”. Demurtas ha sottolineato il valore di una partecipazione che rafforza il senso di appartenenza e rende il patrimonio un bene condiviso.
Le visite sono gratuite; gli orari variano da un monumento all’altro. Il programma completo è disponibile sul sito e sull’app di Monumenti Aperti.
Dopo undici anni, Nuoro torna a raccontarsi attraverso i suoi luoghi. Per un fine settimana, a comporre il ritratto della città saranno le sue architetture, le sue memorie e le voci di chi le farà conoscere.
(elena carta)