
Silvano Multinu racconta l’avventura in Abruzzo con gli Istentales, le sue creazioni artigianali e il progetto che coinvolge 18 artisti sardi. Dopo Firenze e la Svizzera, la prossima tappa sarà Amsterdam. L’artigianato sardo varca il mare grazie a Multinu, conosciuto come Barbanera Artigiano Sardegna, che realizza utensili tradizionali, coltelli artigianali e particolari strumenti per la lavorazione della pasta.
“È stata un’esperienza intensa, anche impegnativa. Abbiamo portato ed esposto le nostre produzioni artigianali, contribuendo a far conoscere le tradizioni e il lavoro degli artigiani sardi. È stata un’altra occasione per valorizzare la nostra identità fuori dall’Isola”.
“Sì, giro tutta la Sardegna ma anche la penisola. Ho partecipato al MIDA, la Mostra internazionale dell’artigianato di Firenze, e sono stato a Losanna per un’iniziativa con i circoli sardi. Adesso stiamo lavorando a un progetto importante che, se tutto andrà bene, ci porterà a visitare i circoli degli emigrati sardi in tutta la Svizzera”.
“Lavoro diversi materiali e produco coltelli artigianali e utensili per la cucina. Una delle mie specialità sono le rotelle per la pasta, che realizzo in 29 disegni differenti. Sono strumenti particolari, studiati per tagliare e chiudere la pasta con grande precisione, anche quando si devono realizzare tagli circolari inferiori ai cinque centimetri di diametro”.
“Assolutamente no. Sono molto apprezzati anche dai professionisti. Ogni rotella è realizzata interamente a mano, a partire dal manico in legno, studiato per garantire una presa ergonomica. Utilizzo un ottone di qualità, certificato per il contatto alimentare, che non rilascia piombo. Inoltre, il montaggio consente di utilizzare lo strumento comodamente sia con la mano destra sia con la sinistra”.
“Tutto è cominciato grazie a Maria, la moglie di Gigi, che si occupa della cucina nell’agriturismo di famiglia. Cercava uno strumento professionale per decorare i dolci e si è rivolta a me. Da lì è nata un’amicizia che si è trasformata in una collaborazione. Abbiamo organizzato diverse rassegne di artigianato artistico abbinate agli spettacoli musicali degli Istentales, proprio per rafforzare il valore della sardità”.
Oggi collaboro con circa 18 artisti e artigiani che operano in settori differenti: ceramisti, intagliatori del legno e altre figure dell’artigianato artistico. Vogliamo cambiare il modo in cui viene considerato il nostro lavoro. Prima eravamo una presenza all’interno delle manifestazioni, quasi una cornice. Adesso vogliamo esserne protagonisti”.
“Troppo spesso l’artigianato viene frainteso. Quando si organizza una manifestazione si pensa a noi come alle bancarelle da sistemare in una piazza. Non siamo solo questo: siamo persone che creano, lavorano, custodiscono tecniche e conoscenze. Vogliamo che questo valore venga riconosciuto. Il nostro obiettivo è essere una manifestazione nella manifestazione, offrendo al pubblico un’esperienza vera”.
“Esattamente. Vogliamo coinvolgere le persone, farle assistere alle lavorazioni, raccontare le nostre tradizioni e dare dignità al lavoro artigiano. L’artigianato può diventare un elemento centrale di un evento, non soltanto qualcosa che lo accompagna. È questo il messaggio che vogliamo portare avanti”.
“Dal 21 al 25 novembre sarò ad Amsterdam, in collaborazione con un’associazione di cuochi che opera nella città. Poi c’è il progetto con i circoli sardi in Svizzera, che speriamo possa concretizzarsi presto. Continueremo a portare le nostre produzioni e il nostro modo di intendere l’artigianato in Sardegna, nella penisola e all’estero. Vogliamo far capire che dietro ogni oggetto artigianale ci sono una persona, una storia, una competenza e una tradizione. Noi non vogliamo semplicemente occupare uno spazio nelle manifestazioni: vogliamo contribuire a costruirle e renderle più ricche. L’artigianato sardo ha tutte le qualità per essere protagonista, anche fuori dalla Sardegna”.


