
Nell’ultimo mese in tutta Europa innumerevoli attacchi informatici hanno colpito la distribuzione alimentare sabotando la catena del freddo. A farne le spese nei giorni scorsi anche una catena di supermercati di Sassari. In Francia i primi di novembre, un attacco informatico ha interessato i sistemi di refrigerazione di tre strutture dell’Établissement français du sang (EFS), l’ente pubblico che gestisce la raccolta, la preparazione e la distribuzione del sangue in Francia.
Nello stesso periodo, numerose segnalazioni anonime della presenza di bombe a bordo di aerei hanno causato il caos nei cieli europei. Secondo Eurocontrol dal 2 al 6 novembre almeno 39 voli hanno ricevuto un allarme bomba, su rotte che vanno da Helsinki ad Atene e da Lisbona a Varsavia. Sempre secondo Eurocontrol, il costo medio stimato per una diversione aerea su rotte continentali (a medio raggio) si attesta tra i 55 mila e i 75 mila euro per singolo volo. Per i voli intercontinentali o a lungo raggio, il conto di una sola deviazione può superare i 150 mila euro. C’è poi la spesa militare. Secondo dati della Difesa il costo medio per l’utilizzo di un Eurofighter è di 75mila euro per un’ora di volo. Nel 2025 l’Aeronautica militare italiana ha registrato quindici intercettazioni reali e trenta minacce di dirottamento per un totale di 43 ore e 22 minuti di volo. Bisogna anche ricordare gli attacchi con droni in tutta Europa: il più importante all’aeroporto di Dresda in Germania insieme alla minaccia all’aeroporto militare di Fairford nel Regno Unito.
Episodi diversi, ma accomunati dalla capacità di generare allarme sociale, compromettere servizi essenziali e alimentare una percezione diffusa di vulnerabilità. Perché nella guerra ibrida contemporanea non è sempre necessario distruggere un’infrastruttura, è sufficiente convincere una popolazione che nessuna infrastruttura sia davvero sicura. E tra i possibili obiettivi futuri gli esperti indicano le reti elettriche, le infrastrutture idriche, la sanità, i trasporti e i collegamenti digitali. Particolarmente esposti sarebbero anche porti, ferrovie e corridoi logistici, infrastrutture che hanno una funzione sia civile sia militare.
Tutte queste minacce devono essere gestite in modo differente, con catene di responsabilità diverse, sia civili che militari. Sarebbe opportuno dotarsi di regole che stabiliscano chi fa che cosa quando la minaccia non è né del tutto militare né del tutto civile, né soltanto informatica né soltanto fisica. Perché la guerra ibrida vive e prospera esattamente nelle zone grigie e prospera sulla confusione delle categorie…e delle menti. (m.m.)


