A Dolianova Piras corre per il tris

Il poliambulatorio e il nuraghe la prossima frontiera dell’amministrazione
Ivan Piras

Le elezioni comunali a Dolianova sono nuovamente una sfida a due: nel 2020 Ivan Piras prevalse sullo sfidante Andrea Stocchino con una percentuale che sfiorava il 90% dei consensi, cinque anni dopo l’avversario fu solo il quorum mentre domenica e lunedì a contendergli la fascia tricolore sarà Emanuele Cabboi con il campo progressista. Così Ivan Piras, classe 1982, corre per il terzo mandato. Con un motto che invoca la continuità e il rilancio del lavoro svolto: “Oltre. Di più.” “Questa comunità”, ha detto durante la presentazione della sua lista presso l’oleificio di Ciccio Locci, “è all’attenzione della Sardegna per la sua capacità di crescere nel rispetto delle sue tradizioni e offrendo a chi la sceglie una qualità della vita che non c’è altrove.” Ed è proprio il diritto alla salute il punto forte del programma di Piras che confida di aprire già nei prossimi mesi il poliambulatorio che servirà un bacino di oltre quindicimila persone provenienti da tutto il Parteolla. Altro progetto ambizioso è la restituzione alla comunità del nuraghe pentalobato di Santu Juanni. Secondo Piras e la sua squadra, i tempi sono maturi anche per completare il parco San Pantaelo nell’area del vescovado. In altre parole, Dolianova si pone come polo di attrazione culturale nella città metropolitana di Cagliari, capace di promuovere anche eventi di richiamo sportivi e musicali. Un progetto ambizioso ma Piras ricorda che la sua Giunta è stata capace di mettere in cantiere opere per 15 milioni di euro durante il mandato precedente. Grande attenzione anche al tema ambientale con la realizzazione della comunità energetica che permetta ai cittadini e alle imprese di essere protagonisti e beneficiari delle scelte in materia. Cabboi nel frattempo continua il “giro collettivo” con la sua squadra di candidati. Il candidato propone una rete di piste ciclabili, il completamento del PUC. Per il campo progressista occorre rafforzare la sanità territoriale, bisogna realizzare l’università della terza

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