Abbanoa, investimento da 243 milioni con Credem: FdI annuncia esposti alla Corte dei conti e all’Anac

Truzzu contesta l’assenza di un confronto preventivo tra le offerte e ipotizza un danno erariale.
Abbanoa

L’affidamento di 243 milioni di euro da parte di Abbanoa a Credem, destinati alla sottoscrizione di fondi di investimento e gestioni patrimoniali, finisce sotto la lente d’ingrandimento del Consiglio regionale. Fratelli d’Italia, dopo un accesso agli atti, ha annunciato la presentazione di un esposto alla Corte dei conti e all’Autorità nazionale anticorruzione. A sollevare il caso è stato il capogruppo di FdI Paolo Truzzu, che nel corso di una conferenza stampa ha illustrato i documenti acquisiti e ricostruito le diverse fasi dell’operazione. Secondo l’esponente dell’opposizione, l’affidamento sarebbe stato effettuato senza una preventiva comparazione con le proposte di altri istituti finanziari e senza una specifica deliberazione del Consiglio di amministrazione di Abbanoa.

“Molta fretta”

Secondo Truzzu l’assegnazione a Credem nell’agosto 2025 di una prima tranche da 50 milioni di euro sarebbe stata decisa nell’arco di 48 ore e prima dell’approvazione definitiva delle linee guida sulla gestione delle risorse finanziarie. Il relativo regolamento sarebbe stato approvato dal Comitato di gestione patrimoniale 46 giorni dopo il primo affidamento e, sempre secondo FdI, non avrebbe successivamente ricevuto il via libera del Consiglio di amministrazione, nonostante tale passaggio fosse previsto dalla delibera con cui lo stesso Comitato era stato istituito. “C’è stata molta fretta nel distribuire queste risorse e, al contrario, molta calma nel fissare le regole attraverso le quali avrebbero dovuto essere affidate”, ha dichiarato Truzzu. La comparazione tra le diverse proposte sarebbe stata formalizzata soltanto il 30 giugno 2026, mettendo a confronto l’offerta presentata da Credem nell’agosto dell’anno precedente con quelle successivamente avanzate dal Banco di Sardegna e da Bnl. Per il capogruppo di Fratelli d’Italia si tratterebbe quindi di una verifica effettuata a posteriori, che dimostrerebbe l’assenza di una valutazione comparativa prima dell’affidamento.

Le perplessità dello stesso cda

Dai documenti emergerebbero perplessità anche all’interno del Cda della società. Truzzu ha citato la posizione della consigliera Annamaria Busia, che avrebbe contestato il mancato esame preventivo dell’operazione da parte del Consiglio di amministrazione. Una valutazione differente sarebbe stata invece espressa dal Collegio sindacale. Nella risposta del 21 luglio, l’organo di controllo avrebbe ritenuto l’operazione coerente con i poteri attribuiti alle strutture aziendali, rilevando tuttavia che un’informazione preventiva più ampia e strutturata nei confronti del Cda avrebbe reso maggiormente trasparente il processo decisionale. FdI solleva inoltre il tema di un possibile danno erariale. Secondo Truzzu, infatti, l’investimento scelto da Abbanoa si sarebbe rivelato meno conveniente rispetto alle condizioni proposte da Bper. Anche questo aspetto sarà sottoposto alle valutazioni della magistratura contabile e dell’Anac. Il capogruppo di Fratelli d’Italia contesta infine le rassicurazioni fornite dalla presidente della Regione, Alessandra Todde, in risposta a una precedente interrogazione consiliare, nella quale era stata sostenuta la regolarità delle procedure seguite. Saranno ora gli organismi di controllo chiamati in causa a verificare la fondatezza dei rilievi formulati dall’opposizione.

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