Abusi edilizi e campeggi, il sindaco di Villaputzu: “Torre Salinas come Porto Corallo, anonimato e veleni”

Porto Corallo

Il caso delle 51 case mobili abusive scoperte nel campeggio di Torre Salinas riporta alla memoria, per Sandro Porcu, sindaco di Villaputzu, una vicenda che ha segnato profondamente la sua comunità: quella dei chioschi di Porto Corallo. In un post pubblicato sui social, Porcu ricostruisce i passaggi che portarono alla demolizione del Vela, tra esposti anonimi, indagini della magistratura, ordinanze di demolizione e interventi della Procura.

“Anche a Porto Corallo tutto nacque da un esposto anonimo – scrive Porcu –. Ma la cosa più vergognosa è che chi lo ha fatto, oggi si mostra pubblicamente dispiaciuto. È lo stesso che ha mosso accuse contro l’amministrazione, nascondendosi dietro l’anonimato. Ipocrisia pura”.

Porcu difende la legalità (“le norme vanno rispettate, anche se non piacciono”), ma non nasconde le sue critiche alla normativa vigente: “L’obbligo di smontare i chioschi a fine stagione è assurdo e anacronistico. Va cambiato, e su questo stiamo lavorando”.

Nonostante le difficoltà, il sindaco guarda avanti: “Il Vela sta rinascendo, il Pappafico resiste, e altri chioschi nasceranno. Qualcuno fa di tutto per ostacolarci, ma Porto Corallo ripartirà. Statene certi”.

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