“Accesso negato alle celle per circolare ministeriale”: la Camera Penale denuncia ostacoli all’IPM di Quartucciu

Camera Penale di Cagliari

La Camera Penale di Cagliari denuncia un grave ostacolo al monitoraggio delle condizioni detentive presso l’Istituto Penale per i Minorenni (IPM) di Quartucciu: durante la visita svolta questa mattina nell’ambito dell’iniziativa “Ristretti in agosto”, alla delegazione è stato vietato l’accesso alle stanze di pernottamento dei minori, in applicazione di una circolare ministeriale del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, datata 30 aprile 2025.

Secondo i penalisti, la disposizione ministeriale compromette seriamente la funzione di controllo e tutela delle persone ristrette: “Tale limitazione – si legge nella nota – svuota di significato la visita, impedendo la verifica diretta delle reali condizioni di vita all’interno delle celle”.

Alla visita ha preso parte anche la responsabile dell’Osservatorio Carcere UCPI Sardegna. Nonostante le restrizioni, la delegazione ha potuto constatare gravi criticità strutturali e gestionali, con ambienti definiti degradati e fatiscenti.

Sovraffollamento e strutture fatiscenti

L’IPM di Quartucciu è stato scelto quest’anno in seguito alle problematiche emerse dopo l’entrata in vigore del cosiddetto “Decreto Caivano”, che ha comportato un aumento significativo della popolazione detenuta minorile. Secondo quanto riferito, il tasso di sovraffollamento ha raggiunto il 150%, con 17 ragazzi ospitati in spazi non adeguati.

Sebbene recenti scarcerazioni e trasferimenti abbiano ridotto temporaneamente il numero dei presenti, la delegazione ha rilevato ambienti in condizioni definite “degradate e fatiscenti”. La direttrice dell’istituto ha comunicato che due nuove sezioni sono in fase di ristrutturazione, con consegna prevista a settembre.

“Preoccupante deriva repressiva”

Nel comunicato, la Camera Penale di Cagliari sottolinea con forza una “tendenza politica preoccupante” che privilegia misure repressive e carcerocentriche, a scapito dell’approccio educativo e preventivo che dovrebbe caratterizzare il sistema penale minorile.
Un orientamento giudicato “ingiustificato” anche alla luce dei dati ufficiali, che mostrano una riduzione dei reati commessi da minorenni tra il 2022 e il 2023.

Appello per un sistema più umano e costituzionale

“Serve un sistema penale che rimetta al centro la persona, puntando sulla tutela della dignità, sulla prevenzione della recidiva e sulla costruzione di percorsi educativi e di reinserimento sociale,” afferma la Camera Penale. “Continueremo a vigilare con fermezza, a denunciare le storture e a proporre soluzioni concrete, alternative a una deriva repressiva che rischia di compromettere i principi fondamentali dello Stato di diritto.”

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