Alessandra Todde si difende in Consiglio regionale: “Attacco ingiustificato, il provvedimento di decadenza è infondato”

“Per Luca Zaia, tutto ok. Per me, no”. Alessandra Todde questa mattina si è presentata in Consiglio regionale per riferire all’aula sul procedimento di decadenza che è stato emesso dal Collegio regionale di garanzia elettorale. Durante il suo discorso, ha citato un caso analogo avvenuto nel 2015 al presidente del Veneto, Zaia: “Neppure lui ha dichiarato spese elettorali personali eppure nessun procedimento è stato fatto”. Todde ha poi detto: “Tramite i miei legali ho presentato ricorso in Tribunale per oppormi a un provvedimento che riteniamo non abbia basi solide su cui poggiarsi – ha detto Todde – perché la decadenza si può verificare solo in due casi: nel caso di superamento dei limiti alla spesa elettorale, e questo non mi è stato contestato. Oppure se non si risponde entro 15 giorni alle richieste di chiarimenti da parte del Collegio di garanzia. Cosa che io ho fatto”.

Il caso Zaia

Todde ha citato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: “Ho inoltre chiarito che il comitato elettorale ha ricevuto contributi da altri partiti e da cittadini, fornendo tutta la documentazione dei fondi, incluso il conto dedicato. Tale documentazione è stata inviata sia alla Corte dei Conti sia alla Commissione Elettorale, ed è stata immediatamente pubblicata sul sito del Movimento 5 Stelle. Non è ammissibile che un partito e un candidato debbano effettuare due rendicontazioni separate: spetta al partito stesso rendicontare le spese sostenute, non al singolo candidato. Nel mio caso, non è stata sostenuta alcuna spesa rendicontabile. Una situazione analoga si è verificata con il governatore Luca Zaia, il quale non ha riportato spese o contributi, in quanto sostenuti direttamente dal partito, e la sua posizione è stata archiviata senza decadenza. Tuttavia, sulla memoria da me presentata è stata emessa un’ingiunzione, prevedendo sanzioni pecuniarie e la richiesta al Presidente del Consiglio di avviare il procedimento di decadenza”.

"Non è un atto definitivo"

“Il provvedimento di decadenza che mi è stato notificato si basa sull’errata convinzione che sia applicabile anche al presidente, mentre in realtà si riferisce ai consiglieri. L’organo amministrativo ha adottato un provvedimento per richiedere l’avvio del processo di decadenza al Consiglio, ordinando all’aula di prendere atto di quanto accaduto. Ma il Consiglio non è un passacarte e la mia decadenza non è un atto definitivo. Anche se sono stati scritti tantissimi articoli che sostenevano il contrario”.
prova
cropped-favicon-sn24.png
Condividi

Articoli correlati