
Le carceri della Sardegna sono una “polveriera pronta a esplodere”. È l’allarme lanciato dalla Uil Fp, che denuncia una grave carenza di infermieri, medici e operatori socio-sanitari negli istituti penitenziari dell’Isola, chiedendo un intervento immediato della Regione, delle Asl e dell’amministrazione penitenziaria. La denuncia arriva dopo un incontro dei lavoratori della sanità penitenziaria di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano. Secondo il sindacato, nel carcere di Uta, con circa 750 detenuti, operano meno di 30 infermieri, mentre a Sassari sarebbero 22 per circa 570 detenuti. Criticità analoghe vengono segnalate anche a Nuoro e Oristano, dove in alcuni turni mancherebbero contemporaneamente medici e infermieri. La Uil Fp evidenzia inoltre problemi di sicurezza e condizioni di lavoro difficili, tra cui l’assenza di aria condizionata in alcune aree, il fumo passivo e protocolli ritenuti insufficienti. Una situazione che, secondo il sindacato, spinge molti infermieri neoassunti a lasciare il servizio dopo poco tempo. Per questo la sigla chiede un piano di assunzioni, risorse aggiuntive sul modello degli incentivi previsti per i pronto soccorso e l’istituzione di una cabina di regia regionale con Regione, Ministero e organizzazioni sindacali per affrontare l’emergenza.