Flotta antincendio ridotta dopo l’incidente di Guspini

Tragedia scongiurata ma il mezzo è fermo
Canadair CL-415

Dopo il sollievo per la sciagura evitata nell’incidente del Canadair, a mente fredda si possono incominciare a fare delle valutazioni sul prosieguo della campagna antincendio in Sardegna.
L’aereo è fermo all’aeroporto di Decimomannu, dove verranno fatte tutte le analisi sulle possibilità di riparazione. Anche se non fossero riscontrati danni strutturali evidenti al longherone dell’ala, la valutazione sull’aeronavigabilità del velivolo dovrà estendersi anche ad altre parti, come la fusoliera e bisognerà capire se tutto ciò potrà essere fatto in loco. I tempi comunque non saranno brevissimi e si può quindi ragionevolmente dare per chiusa la campagna antincendio 2026 dell’aereo.
Il primo pensiero è rivolto alla possibilità che il mezzo venga rimpiazzato con un altro aereo della flotta statale, nella fase più intensa della campagna antincendio, nella quale i mezzi dedicati sembrano non essere mai sufficienti.

Il dispiegamento di 3 mezzi aerei in Sardegna da parte della Protezione civile nazionale è stato confermato solo a partire dal 15 giugno ed è un tassello della più ampia strategia nella lotta contro gli incendi boschivi, la cui componente aerea è gestita dal Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio.
L’Italia gestisce il numero maggiore di aerei antincendio Canadair in Europa: la flotta è composta da 18 Canadair CL415, assegnati al Corpo Nazionale VV.F.. Annualmente il Dipartimento ne pianifica l’uso operativo, considerando le esigenze non solo nazionali ma anche internazionali, in virtù del Meccanismo unionale di Protezione civile. In caso di calamità come quelle dei giorni scorsi in Francia e Spagna, mezzi antincendio italiani possono essere dislocati all’estero, così come possono essere richiesti ai paesi esteri mezzi in caso di calamità in Italia.
Ovviamente non tutti i 18, ora 17, aerei sono disponibili allo stesso tempo, semplicemente per il fatto che in aviazione è necessario effettuare le manutenzioni ad intervalli ravvicinati e questo fa si che la percentuale di aeromobili che sono operativi in un dato momento è sempre inferiore al 100% (Fleet utilization rate).
E’ quindi molto probabile che la Sardegna dovrà affrontare la prosecuzione della campagna antincendio con un terzo in meno della capacità aerea ad ala fissa, sperando che nei casi più gravi, qualche Canadair di stanza nella penisola, possa venire in soccorso. (m.m.)

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