
“Chi mette piede su una nave diretta in Sardegna dovrebbe avere diritto alla continuità territoriale, chiunque sia e da qualunque parte del mondo provenga.” La proposta è di Angelo Curreli, coordinatore dei circoli sardi del nord est Italia. Una posizione personale, precisa lui, ma tutt’altro che marginale: Curreli è da anni uno dei più attivi promotori dell’associazionismo sardo fuori dall’isola, e le sue parole spesso aprono strade.
Durante un incontro a Milano ha ribadito la necessità di ripensare la continuità territoriale, non solo come diritto dei residenti ma come strumento strategico per l’accessibilità e lo sviluppo della Sardegna. “La Sardegna è separata dal resto d’Italia da un mare, e quel mare non può essere una barriera economica”, ha detto.
“Non solo bisognerebbe estendere la continuità territoriale a chiunque – dice Curreli – ma bisognerebbe cominciare a farla funzionare per chi ne ha già diritto: stiamo assistendo a un rialzo dei prezzi assurdo in questi giorni e non è accettabile”.


