Arst, stipendi ancora bloccati, la Fit Cisl accusa la Regione: duemila famiglie in difficoltà

Pullman Arst

«Non è più tempo di annunci a mezzo stampa, né di rassicurazioni dalla politica». È la denuncia del segretario regionale della Fit Cisl Alessandro Russu, che accusa la Regione e l’Arst per il mancato pagamento degli stipendi di giugno ai 2200 dipendenti. «Ad oggi, i soldi non sono arrivati. E la superficialità con cui è stato gestito il cambio ai vertici dell’azienda sta creando serissimi problemi alle famiglie dei lavoratori».

Secondo quanto riferito dal sindacato, il ritardo sarebbe legato alle tempistiche bancarie richieste per il subentro del nuovo amministratore. «Sia in Regione che in Arst – spiega Russu – si è sottovalutato l’impatto tecnico di questo passaggio. È una negligenza inaccettabile. Lo dicono anche dall’azienda: i ritardi derivano dalle procedure connesse all’avvicendamento. Ma questo non giustifica nulla. I lavoratori non possono essere lasciati senza stipendio».

"Dignità del lavoro sotto attacco"

La Fit Cisl ha formalmente chiesto ad Arst di rilasciare una dichiarazione di solvibilità per ciascun dipendente, da utilizzare presso banche o istituti di credito. «Lo abbiamo fatto perché ogni famiglia ha delle scadenze da rispettare. Mutui, affitti, bollette. Non possiamo accettare che al danno si aggiunga la beffa».

La denuncia non riguarda solo l’aspetto operativo, ma coinvolge direttamente le responsabilità politiche. «Siamo di fronte a una pagina vergognosa della storia aziendale – afferma Russu – ma soprattutto a una inammissibile mancanza di rispetto e attenzione da parte dell’amministrazione regionale. Questi lavoratori, anche oggi, stanno garantendo un servizio pubblico essenziale per conto della Regione, pur non avendo ricevuto lo stipendio. La dignità del lavoro è sotto attacco».

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