
La notizia di ieri, l’assessore Cani che scivola sulle scale della sede romana del ministero dell’Industria e e va impattare contro una preziosa vetrata di Sironi, segna una pagina nuova nei rapporti tra la Regione e lo Stato. Che l’assessorato all’Industria sia un assessorato di peso lo si sapeva. E il Pd non l’ha scelto a caso. Da decenni, finito il Piano di Rinascita, la Sardegna più che aprire fabbriche registra nel Sulcis come a Ottana una triste sequenza di chiusure e cassa integrazione. E nessun sostegno dello Stato, che all’Isola prende ben più di quanto dia. Ecco, se la vertenza sulle Entrate dovesse vedere la presidente Todde non ottenere tutto, il Campo largo ha pur sempre un’arma segreta: l’assessore Cani.