
Il tennis italiano continua a raccogliere successi e trofei, dimostrando sul campo di essere ben lontano dall’etichetta di dilettantismo evocata dal dimissionario presidente della FIGC, Gabriele Gravina, nella conferenza stampa seguita alla mancata qualificazione degli azzurri ai Mondiali per la terza volta consecutiva. A godersi il trionfo di Jannik Sinner al Montecarlo Masters è il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, che ne approfitta per una riflessione più ampia sul sistema sportivo italiano. “Indipendentemente da chi sarà il presidente, il calcio rappresenta per noi una sfida, un benchmark, uno stimolo a fare sempre meglio. È stato la storia dello sport italiano, ma credo sia positivo per tutti che oggi emerga anche un’altra realtà importante”, ha dichiarato ai microfoni di Radio Anch’io Sport. Binaghi ha poi affrontato il tema di una possibile riforma del calcio italiano: “Faccio i miei auguri al calcio, ma credo che oggi non ci siano le condizioni per una vera rivoluzione, quella che auspica l’opinione pubblica e che nel tennis, probabilmente, è avvenuta circa 25 anni fa.” Secondo il presidente FITP, esiste infatti una distanza significativa tra le aspettative dei tifosi e la realtà del sistema calcistico: “C’è una grande differenza tra ciò che chiede l’opinione pubblica e ciò che vogliono le società sportive, che rappresentano il corpo elettorale.”