
La Sardegna mette sul tavolo oltre 50 milioni di euro per affrontare sclerosi multipla, diabete giovanile e altre malattie autoimmuni che colpiscono migliaia di persone nell’isola. Al centro del progetto SardGen, presentato oggi al Parco scientifico di Pula, c’è la nascita della Biobanca Sarda: una struttura pubblica dove verranno raccolti e analizzati dati genetici con l’obiettivo di migliorare la diagnosi precoce, sviluppare farmaci su misura e ridurre i costi della sanità.
Il progetto – finanziato da fondi Pnrr e portato avanti da Regione, università, aziende e centri di ricerca – punta su un approccio concreto: usare la genetica per prevenire anziché rincorrere le malattie. «La sfida non è solo scientifica, ma sociale: vogliamo arrivare prima, curare meglio e spendere meno», ha spiegato il genetista Francesco Cucca, responsabile scientifico di SardGen.


