Cagliari, apre “Terre Ritrovate”: la prima bottega che unisce produttori e comunità

Inaugurato in via Sant’Ignazio da Laconi lo spazio promosso da Caritas diocesana e dall’impresa sociale Lavoro Insieme
L’arcivescovo di Cagliari Monsignor Baturi taglia il nastro della bottega Terre Ritrovate – Ufficio comunicazioni sociali Arcidiocesi di Cagliari

Ha aperto in via Sant’Ignazio da Laconi 56/A la prima bottega di Terre Ritrovate, nuovo spazio polifunzionale nato per dare casa stabile alla rete di produttori sardi che da oltre un decennio lavora alla valorizzazione delle filiere corte dell’isola. A tagliare il nastro è stato l’arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Baturi, insieme ai rappresentanti dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura e ai promotori dell’iniziativa.
Il progetto porta la firma della Chiesa di Cagliari, attraverso la Caritas diocesana e l’impresa sociale Lavoro Insieme. La bottega riunisce oggi circa 50 aziende e propone oltre 300 prodotti artigianali, tutti legati a un preciso territorio d’origine.

Un percorso lungo un decennio

Terre Ritrovate non nasce oggi. Come ha ricordato il co-responsabile scientifico del progetto, Marco Dettori, tutto è partito dalla valorizzazione dei pani di qualità sardi e dal concetto di filiera corta: dal grano si è arrivati progressivamente a una rete più ampia di prodotti locali, capace di tenere insieme ricerca, istituzioni e volontariato. Le radici del progetto affondano nel Gerrei, per poi estendersi ad altre aree della Sardegna, con un’attenzione particolare ai territori più fragili dell’isola, dove la rete ha cercato di creare nuove opportunità di lavoro e di reddito per i piccoli produttori.
Il responsabile scientifico Costantino Palmas ha indicato nella fiducia reciproca tra i produttori il punto di forza del modello: la rete, ha spiegato, non produce né vende in proprio, ma accompagna e rafforza i legami tra le persone, i territori e le comunità che aderiscono al progetto.

La bottega come luogo di comunità

Lo spazio di via Sant’Ignazio da Laconi non sarà solo un punto vendita. Oltre a offrire tutto l’anno i prodotti della rete, ospiterà degustazioni, laboratori, presentazioni di libri e incontri culturali dedicati alla biodiversità, all’agricoltura sociale e alla cultura del cibo, grazie anche alla collaborazione con l’Associazione Santissima Trinità.
Tra gli obiettivi futuri, il potenziamento dell’e-commerce, senza però rinunciare al rapporto diretto tra produttori e consumatori, ritenuto dagli stessi promotori un valore insostituibile del progetto.

Le parole dell'arcivescovo

Nel suo intervento, monsignor Baturi ha collegato l’iniziativa a un’idea di sviluppo fondata sul lavoro e sulla cura delle relazioni: «Senza una vera comunità anche il creato viene abbandonato. Non a caso le prime parole della Genesi a proposito della creazione dell’uomo sono: coltivare, lavorare e custodire». L’arcivescovo ha inoltre sottolineato come lo sviluppo nasca dalla collaborazione tra cittadini, istituzioni e territorio, e si realizzi attraverso il lavoro e non attraverso l’assistenza, insistendo sul valore di un’economia che unisca qualità e solidarietà senza abbassare l’asticella: «La solidarietà non significa accontentarsi di qualcosa di meno buono. Qui la sfida è fare il bene offrendo il meglio».
Sulla stessa linea il direttore della Caritas diocesana, don Marco Lai, che ha ribadito la natura non assistenziale del progetto: l’obiettivo, ha spiegato, è permettere a ciascuno di esprimere le proprie capacità e la propria creatività, in un percorso comunitario condiviso.

Il ruolo della Regione

Ha portato il saluto dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura Antonello Comina, che ha richiamato la lunga tradizione sarda di agricoltura sociale e comunità inclusive, annunciando che la Regione sta lavorando a una revisione della legge del 2015 per rafforzare il legame tra servizi, produzione e territorio, mettendo in rete aziende, istituzioni e realtà sociali.
Con l’apertura di Cagliari, la rete Terre Ritrovate guarda ora a un’ulteriore espansione delle collaborazioni con produttori, ristoratori e realtà del terzo settore.

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