
Avete presente quando i grandi chef stellati presentano con grande ostentazione una prelibatezza e, alla fine, precisano “Questo è un piatto povero, eh”? Quando lo fanno loro diventa una chiccheria; quando invece viene preparato con amore in una famiglia che deve fare i conti con la spesa, resta una cosa semplice, quasi dimessa. Con Belotti, Folorunsho, Deiola, Zappa e Felici assenti, mister Pisacane ha dovuto cucinare la sua minestra con ciò che aveva a disposizione. Dall’altra parte c’era la corazzata Juventus: una società con un capitale sociale doppio rispetto a quello rossoblù e un monte ingaggi dei giocatori quasi cinque volte superiore. Eppure il Cagliari ha tenuto. Ha resistito a un vero e proprio assalto, che ha ridotto al minimo persino i rari tentativi di ripartenza. Reggerе l’urto di Yildiz e compagni è già di per sé un merito. Poi arriva il gol: una punizione studiata, provata, eseguita alla perfezione e finalizzata da Mazzitelli. Altro che episodio. Il boccone, però, non va giù a qualcuno. C’è chi chiede se sia stato tutto casuale.