
“Hanno coperto i buchi negli ospedali, fatto turni regolari come il resto del personale, ma allo scadere degli otto mesi rischiano di restare senza un contratto e persino di uscire dalle graduatorie”. È l’allarme di Cgil, Cisl e Uil sulla misura sperimentale dei cantieri occupazionali per infermieri e Oss, che ora chiedono un confronto urgente con l’assessora regionale del Lavoro Desirè Manca.
Il progetto, partito un anno fa, aveva sollevato dubbi già al momento del lancio: i sindacati temevano che potesse limitare le assunzioni stabili e alterare l’uso delle graduatorie. Oggi quelle perplessità si traducono in un paradosso: centinaia di lavoratori hanno garantito il funzionamento dei reparti, ma non vedono sbocchi per la stabilizzazione.
Cgil, Cisl e Uil ricordano che al tavolo con l’assessorato del Lavoro, la Sanità e Ares avevano chiesto un impegno preciso: assumere a tempo indeterminato gli idonei in graduatoria entro la fine dei cantieri sperimentali e avviare le stabilizzazioni. Ma quell’impegno, denunciano i sindacati, non è stato rispettato.
Le organizzazioni sindacali temono che chi ha lavorato negli ospedali con i cantieri potrebbe trovarsi senza un nuovo contratto e, allo stesso tempo, perdere il diritto all’assunzione per la scadenza delle graduatorie. “Non si può lasciare a casa chi ha dimostrato di essere indispensabile”, sottolineano le tre sigle, che chiedono una soluzione rapida: da un lato il riconoscimento del diritto di chi è in graduatoria, dall’altro l’apertura di nuove opportunità per i disoccupati non ancora inseriti nei concorsi.


