
Novantadue detenuti al 41 bis trasferiti a Uta senza alcun confronto con le istituzioni sarde. È la denuncia arrivata oggi dalla Seconda e dalla Sesta Commissione del Consiglio regionale, riunite in seduta congiunta.
«Una scelta grave e delicatissima, imposta dal Ministero senza dialogo – hanno detto le presidenti Camilla Soru e Carla Fundoni – quando il sistema penitenziario sardo è già al collasso tra sovraffollamento, carenze di personale e una sanità penitenziaria in affanno».
Le commissioni avevano convocato direttori carcerari, dirigenti delle Asl, il provveditore regionale, il procuratore generale e la garante dei detenuti. Nessuno si è presentato. «Un fatto gravissimo – hanno attaccato – che priva il Consiglio regionale della possibilità di svolgere la sua funzione di controllo su un tema che riguarda sicurezza pubblica e salute collettiva».


