Cieli sardi, 10 luglio: attività aerea militare su larga scala. Ma il Ministero l’ha tenuta nascosta

Un P-72A uno degli aerei protagonisti dell’operazione del 10 luglio

Lo scorso 10 luglio, almeno quattro velivoli dell’Aeronautica militare italiana hanno compiuto un’operazione complessa tra la Sardegna e la terraferma, nello spazio aereo del Tirreno centrale. A rilevarlo è la testata specializzata Itamilradar, che ha tracciato in tempo reale le rotte e le attività dei mezzi coinvolti.

L’azione ha visto in volo un Gulfstream E550 CAEW, radar volante per la sorveglianza e il controllo aereo, un KC-767A per il rifornimento in volo, un ATR P-72A dedicato alla ricognizione marittima, e un quarto assetto identificato con il callsign Dagger47, probabilmente impegnato in operazioni ISR (Intelligence, Surveillance & Reconnaissance). I velivoli hanno eseguito manovre coordinate, seguendo rotte ripetitive e sovrapposte compatibili con una missione integrata.

Silenzio assoluto dal Ministero

A colpire, più ancora della complessità dell’operazione, è la totale assenza di comunicazioni ufficiali. Né il Ministero della Difesa né lo Stato Maggiore dell’Aeronautica hanno diffuso informazioni sull’attività, né prima né dopo il suo svolgimento. Anche le istituzioni locali e le autorità civili non risultano informate o coinvolte. L’evento si è quindi svolto nel silenzio assoluto delle fonti istituzionali.

Non si conosce la natura della missione: potrebbe trattarsi di un’esercitazione ad alta specializzazione oppure di una sorveglianza reale, in un contesto geopolitico che ha visto negli ultimi mesi un’intensificazione delle attività NATO nel Mediterraneo centrale. La Sardegna, sede storica di poligoni e basi militari, continua così a essere coinvolta in attività operative che restano spesso fuori dal radar dell’opinione pubblica.

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