
Coraggio, determinazione, passione e sacrificio. Claudio Spanu, 34 anni, capitano della Dinamo Sassari in carrozzina, racconta il suo cammino nella vita e nello sport. Dopo la partecipazione agli europei e ai mondiali, il capitano sogna le prossime Paralimpiadi di Los Angeles 2028.
Hai definito il basket la ragione per cui ti alzi la mattina, perché?
La pallacanestro in carrozzina mi ha dato la possibilità di imparare ad avere il 100 per cento di autonomia sulla mia vita. Mi ha dato serenità e un nuovo motivo per vivere. Quando ho perso l’utilizzo delle gambe a 16 anni, negli otto mesi che sono stato in ospedale, mi è stato insegnato a vivere autonomamente senza supporto di terzi. Quando ho iniziato lo sport della pallacanestro, ho poi messo in pratica quello che mi è stato insegnato.
Nel 2018 arriva la chiamata della Nazionale italiana per i mondiali di Amburgo, cos’hai provato quando hai vestito i colori azzurri?
E’ stato da brividi. Essere anche solo chiamati per un raduno, è per me un grande onore. A un mondiale, quando affronti gli atleti più forti al mondo, hai solo da imparare. In quella competizione siamo arrivati undicesimi, dopo essere stati sconfitti dall’Argentina.
Avevamo tutte le potenzialità per vincere, ma abbiamo preso la gara sottogamba, avendo battuto la squadra argentina già in diverse occasioni. Penso sia stato il match più brutto della competizione a livello collettivo.


