Rebecca Pisanu tra politica, università e docenza

La presidente di UniCaralis si racconta a 360 gradi su politica, attivismo e insegnamento scolastico
Rebecca Pisanu

Rebecca Pisanu, 24 anni, presidente dell’associazione studentesca Unicaralis e docente di italiano, latino e storia si racconta: attualità, vita politica, dinamiche regionali sino alla grande passione per il Cagliari e l’insegnamento.

1)Quando hai iniziato l’attivismo politico e perché?
E’ iniziato tutto all’università. Mi hanno chiesto di candidarmi e ho accettato subito. Due anni fa ho lasciato una lista apartitica, scegliendo una lista che fosse più vicina ai miei valori. Mio padre lavorava senza stipendio e, all’età di 16 anni, mi attivai per provare a risolvere il problema. Già da quando ero piccola, in casa mia si parlava di politica. Un ruolo importante lo hanno sicuramente avuto le consulte giovanili. A 18 anni sono diventata presidente delle consulte giovanili della provincia.

2)Secondo l’Istat, sei giovani su dieci non si informa o non si interessa alla vita politica. E’ un dato preoccupante? Come si potrebbe invertire il trend?
Va analizzato con molta preoccupazione. La politica tende a non ascoltare i giovani e a prendersi carico dei loro problemi. Non possiamo pensare a una società che guarda solo a fasce d’età che non sono mai quelle più giovani. Ritengo che a scuola, in tutti gli indirizzi, si debba insegnare il diritto o educazione civica. E’ troppo importante per l’educazione e il futuro del Paese.

3)Quali pensi siano le soluzioni da adottare per riportare quella fetta di popolazione che ha perso le speranze a votare e a interessarsi alla vita politica e comunitaria?
La soluzione pronta non ce l’ho. E’ impensabile non ci siano centri sociali per le giovani generazioni in cui potersi incontrare. Le scuole e le università dovrebbero aprire le proprie porte anche al di fuori degli orari didattici. Il tema del lavoro in questo momento dai giovani è visto diversamente rispetto alle generazioni passate. C’è molta più attenzione alla soddisfazione mentale rispetto al lavoro, senza vederlo come un obbligo.

4)Tu e Unicaralis avete preso a cuore la causa palestinese. Sei soddisfatta della mobilitazione nazionale contro la crisi umanitaria in corso a Gaza? Secondo te, vedendo gli sviluppi odierni, che finale avrà la vicenda e quale invece ti auguri ci sia per il popolo palestinese?
Non credo a una pace duratura. Anche stamattina ci sono stati altri attacchi ai palestinesi. Riguardo la mobilitazione, sono molto soddisfatta della comunità. Abbiamo agito senza paura e con senso di umanità e responsabilità. La sera del corteo per la Flotilla sono rimasta molto sorpresa, eravamo tutti giovani, E’ stato un momento bellissimo. Credo fortemente che la Flotilla sia stata un punto di partenza per accelerare gli accordi di pace in Egitto. Rimango comunque poco fiduciosa su questa tregua. Il Governo Meloni mi provocava nervosismo. Lucidamente però, penso che il Governo sia in netta difficoltà rispetto al ruolo che la loro leader ricopre al momento, in cui si sente pressata, soprattutto dalle masse scese in piazza. Il suo unico modo per abbindolare le masse è far finta di essere sempre in campagna elettorale, risultando patetica e ridicola. E’ ridicolo ridurre un dibattito così serio a “siete dei comunisti”. La destra pensa al suo elettorato, non è propensa a costruire e a risolvere i problemi delle persone.

5)Pensi che la Todde e la sua Giunta stiano lavorando bene nell’Isola? Cosa condividi e cosa non apprezzi delle iniziative portate avanti finora?
Sono soddisfatta dell’operato della Giunta Todde. Ho apprezzato il lavoro per l’università, riguardo la copertura delle borse di studio, il lavoro al trasporto pubblico e alla continuità territoriale. La Todde sta difendendo una sardità che non vedevo da tanto. Una cosa che si dovrebbe migliorare è l’attenezione alle politiche giovanili. Se dovessi darle un voto al suo operato le darei un 8.

6)Chi è Rebecca fuori dall’attivismo politico? Di cosa ti occupi?
Sono una docente di italiano, latino e storia. Sono una grande tifosa del Cagliari e dello sport in linea generale. Amo stare con i bambini e gli adolescenti. Sono una persona solare che ama stare in mezzo alla gente e alle conversazioni di ogni genere.

7)Che obiettivi hai per il futuro? Hai un sogno nel cassetto?
Il mio sogno è diventare docente di ruolo, lasciare un impatto positivo sui miei ragazzi e qualunque persona troverò nel mio cammino.

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