Coldiretti: “Sardegna allo stremo, animali senza acqua e aziende al collasso”
Angurie, meloni, mais, foraggi: intere superfici coltivabili sono state abbandonate per mancanza d’acqua. Meno produzione significa meno cibo, più costi e una filiera sempre più fragile. “Non possiamo vivere alla giornata: serve programmazione, dati certi e soprattutto infrastrutture che funzionino”, ha aggiunto Fois.
Il direttore di Coldiretti Nord Sardegna, Marco Locci, punta il dito contro le inefficienze del sistema idrico: “Le reti disperdono oltre il 50% dell’acqua. Servono invasi, pozzi moderni e una gestione efficiente. Gli allevatori non possono sopportare ancora questo peso da soli. Ci vuole coraggio politico”.
E mentre le imprese soffrono, Coldiretti ricorda che ci sono 25 milioni di euro stanziati per pozzi e cisterne, mai utilizzati. “Il bando è stato pubblicato, ma mai aperto. Quei soldi sono fermi da oltre un anno”, ha denunciato Battista Cualbu, presidente regionale dell’organizzazione. “Non è solo crisi agricola: è una crisi sociale”.
L’assemblea di La Corte ha visto una forte partecipazione anche da parte dei sindaci del territorio, che hanno espresso solidarietà e pieno sostegno a Coldiretti. “Questa è solo la prima tappa di una mobilitazione continua – ha concluso Fois – perché il tema acqua deve diventare una priorità assoluta per tutta la Sardegna”.