Come tremila anni fa: a Gergei i fratelli Ollanu costruiscono un nuraghe pietra su pietra

La costruzione di una torre nuragica nel cantiere di Gergei

Un nuraghe che prende forma oggi, pietra dopo pietra, con le mani, la pazienza e gli strumenti dell’antichità. A Gergei, nel cuore della Sardegna, Claudio e Simone Ollanu stanno realizzando un progetto straordinario: costruire un nuraghe ex novo, in scala reale e con tecniche tradizionali, per unire memoria, identità e futuro.

Un’idea nata da lontano. Dopo anni vissuti fuori dall’isola – Claudio in ambito economico e Simone, emigrato in Veneto, oggi agente per una grande azienda – i due fratelli decidono di tornare e investire nel loro territorio. La prima sfida è una struttura ricettiva immersa nella campagna. Ma l’autentica svolta arriva quando scelgono di ripartire dalla pietra, quella dei nuraghi, per raccontare al mondo una Sardegna viva e creativa. Costruiranno un trilobato (il Losa di Abbasanta, per esempio, è un trilobato) in collaborazione con le università e diversi soggetti istituzionali.

La torre di 7 metri è già realtà

Dopo anni di studio, nel 2023 organizzano tre giornate di convegni sull’“Architettura di pietra” e danno vita a un comitato tecnico-scientifico. Nel frattempo, iniziano a costruire: una torre di 7 metri con cupola e scala elicoidale, utilizzando spesso tecniche compatibili con l’epoca nuragica – leve, traino, corde, metalli – affiancati da una squadra di esperti. La torre è un unicum: non esiste nulla di simile nel mondo contemporaneo.

“Costruire ci ha permesso di comprendere ciò che i libri non spiegano – spiegano – ora vogliamo condividere questa conoscenza con gli altri, costruendo un nuraghe autentico, pietra su pietra, come si faceva allora.”

A scuola di nuraghi

Il progetto si ispira alla Sagrada Familia per il suo carattere corale e la visione a lungo termine, ma si rifà operativamente all’esperienza del castello di Guédelon in Borgogna, costruito con tecniche medievali e diventato un caso europeo di archeologia sperimentale.

Accanto al cantiere, nascono anche percorsi didattici originali pensati per trasmettere il sapere tecnico e simbolico dei nuraghi. Un’esperienza che si potrebbe efficacemente riassumere in “A scuola di nuraghi”: un modo per imparare facendo, recuperando gesti e conoscenze antiche.

“Ora che abbiamo appreso tecniche possiamo trasmetterle con dei laboratori appositi,” spiegano i fratelli Ollanu. “Solo costruendo si possono capire certe cose.”​ Non sarà un progetto da completare “il prima possibile”, ma nel modo migliore. Un luogo dove la Sardegna guarda indietro per poter andare avanti. Un nuraghe che fa luce su tutti gli altri.

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