Continuità aerea, la proposta della Regione rischia di schiantarsi su Bruxelles

Sconti per i sardi residenti fuori dall’isola. Più frequenze sulle rotte in continuità territoriale verso Roma e Milano. Sono queste le modifiche che la Regione Sardegna vorrebbe sottoporre all’Unione Europea nell’ambito del nuovo modello di continuità. Ma secondo Sandro Usai, uno dei massimi esperti sardi di trasporti aerei, si tratta di ipotesi ad altissimo rischio di respingimento.

I motivi dei probabili no

«Chiedere più voli in continuità e sconti per i sardi che vivono fuori dall’isola rischia seriamente di portare a una bocciatura da parte di Bruxelles», spiega Usai. «La Commissione europea non valuta con criteri politici o geografici. Guarda se esiste davvero un bisogno che il mercato, da solo, non riesce a soddisfare. Se i voli ci sono già, magari a prezzi competitivi, e la gente riesce comunque a muoversi, allora usare soldi pubblici per aggiungerne altri o offrire sconti diventa ingiustificabile. In quei casi, l’Unione considera queste misure una distorsione del mercato, non un aiuto necessario. E tende a respingerle. E’ una questione di numeri, e quindi tecnica. Non politica».

I passeggeri in Ct sono diminuiti in questi mesi

I dati attuali confermano la tendenza. Il traffico aereo sulle rotte convenzionate da e per Roma e Milano è in calo. In parallelo, aumentano i passeggeri sui voli fuori continuità, operati da compagnie low cost su tratte diverse o da aeroporti alternativi: Bologna, Torino, Bergamo. “Il mercato si sta già riequilibrando, spiega Usai, ma in direzioni che la Regione non sembra aver considerato”.

«L’Unione Europea potrebbe giudicare queste proposte come un utilizzo scorretto di fondi pubblici – aggiunge Usai – se i voli richiesti sono già disponibili attraverso il mercato libero, allora non c’è motivo di finanziare nuove tratte o agevolazioni economiche con risorse statali. Per Bruxelles conta l’equilibrio tra domanda reale e intervento pubblico: è una questione tecnica, non politica». La questione resta aperta. La Regione intende procedere con la richiesta, ma i margini di approvazione da parte della Commissione appaiono stretti.

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