I dati attuali confermano la tendenza. Il traffico aereo sulle rotte convenzionate da e per Roma e Milano è in calo. In parallelo, aumentano i passeggeri sui voli fuori continuità, operati da compagnie low cost su tratte diverse o da aeroporti alternativi: Bologna, Torino, Bergamo. “Il mercato si sta già riequilibrando, spiega Usai, ma in direzioni che la Regione non sembra aver considerato”.
«L’Unione Europea potrebbe giudicare queste proposte come un utilizzo scorretto di fondi pubblici – aggiunge Usai – se i voli richiesti sono già disponibili attraverso il mercato libero, allora non c’è motivo di finanziare nuove tratte o agevolazioni economiche con risorse statali. Per Bruxelles conta l’equilibrio tra domanda reale e intervento pubblico: è una questione tecnica, non politica». La questione resta aperta. La Regione intende procedere con la richiesta, ma i margini di approvazione da parte della Commissione appaiono stretti.