Tre serate di incontri, arte, musica e testimonianze per riscoprire il senso dell’università come spazio di vita
Non solo lezioni e appelli, non solo corse tra aule e biblioteche. L’università può essere anche un luogo dove fermarsi, incontrarsi, ascoltare, condividere domande profonde. È questo lo spirito dell’Happening 2025 “Si può vivere così”, che animerà la Facoltà di Scienze Economiche, Giuridiche e Politiche dell’Università di Cagliari dal 25 al 27 giugno. Tre serate aperte a tutti – studenti, docenti, cittadini – per ritrovare uno spazio umano dentro il tempo universitario: parole vere, esperienze che lasciano traccia, musica, arte, dialoghi che fanno bene. Un invito a guardarsi attorno e dentro, a riscoprire che anche nei corridoi di un ateneo può sbocciare una ricerca di senso, una possibilità di bellezza, un’amicizia che cambia il modo di stare al mondo.
“È il nostro modo per esserci davvero, non solo come studenti ma come persone intere – raccontano gli organizzatori – vogliamo vivere questi anni senza addormentarci, mettendo in gioco tutto noi stessi”.
Tra i promotori dell’Happening c’è anche Alessia Cherchi, studentessa che da anni partecipa con passione all’organizzazione dell’evento. Per lei, questo momento non è solo un’iniziativa culturale, ma qualcosa che segna profondamente il modo di abitare l’università:
«Per noi è un’occasione reale di crescita – racconta – perché ci permette di vivere l’università non solo come un luogo dove seguire lezioni o sostenere esami, ma come uno spazio in cui possiamo dire la nostra, prendere posizione, costruire qualcosa insieme. Vogliamo viverla attivamente, in tutti i suoi aspetti. Non è qualcosa di separato dal nostro percorso di studi, anzi: è proprio ciò che ci aiuta a viverlo da protagonisti della nostra vita».
In questo senso, l’Happening si trasforma in un piccolo laboratorio di umanità: un momento in cui le domande profonde trovano voce, i legami si intrecciano, e il tempo universitario si riempie di senso.
L’ingresso è libero e aperto a tutti. Ogni sera, a partire dalle 19, gli spazi della Facoltà saranno animati da incontri, dialoghi, arte, testimonianze e musica dal vivo, in un’atmosfera accogliente, viva, capace di parlare a chiunque abbia ancora voglia di cercare. Perché sì, davvero: si può vivere così.
Per questo, accanto agli incontri e alle mostre, ogni serata dell’Happening si apre alla celebrazione: musica dal vivo, karaoke liberatorio, balli sardi. Momenti leggeri, ma mai banali, in cui il corpo ritrova spazio, la voce si scioglie, e la comunità prende forma nel gesto semplice dello stare insieme. Non è intrattenimento da fine giornata. È un modo diverso di abitare il tempo: non più solo produttivo, funzionale o individuale, ma umano, gioioso, pieno di senso. È lì che la riflessione incontra il canto, la serietà si fa danza, e la relazione – autentica, vissuta – si trasforma in festa. “Ed è proprio questa la sfida più grande: vivere fino in fondo, anche dentro l’università, anche nei giorni della stanchezza o della confusione. Non galleggiare, ma abitare. Non aspettare, ma partecipare.”
L’Happening è, in fondo, un piccolo segno che dice che un’altra università è possibile. Più viva, più vera, più nostra.
Un invito aperto a tutti. Perché – come ricordano sorridendo i ragazzi – sì, si può vivere così.

