
Si chiama Elianto, ha sede in Sardegna ed è attiva da quasi vent’anni nel settore del solare termico a concentrazione. Nata come spin-off del Crs4, oggi è una piccola impresa che propone soluzioni per produrre calore ad alta temperatura da fonte solare, destinato sia all’industria che agli edifici pubblici.
Il sistema sviluppato – basato su riflettori di Fresnel – permette di ottenere calore utile per processi industriali, reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento, e altre applicazioni civili. In Sardegna è stato realizzato un impianto a Pula, dove una rete alimentata da collettori solari fornisce acqua calda a un palazzetto e a due scuole.
A parlare sono Piero Pili, fondatore della società, e Daniele Pisu, responsabile finanza e sviluppo. «Non vendiamo elettricità, ma calore – spiega Pili –. È una tecnologia diversa dal fotovoltaico, più efficiente in termini di superficie e mirata a usi specifici, come il riscaldamento o l’alimentazione di processi industriali».
Secondo i dati forniti dalla società, il costo di produzione del calore con questi impianti sarebbe competitivo con altre fonti, soprattutto in combinazione con gli incentivi pubblici previsti dal Conto Termico. In alcuni casi, per i comuni sotto i 15 mila abitanti, il finanziamento può coprire fino al 100 per cento dell’investimento, ma al momento mancano ancora i decreti attuativi.
L’azienda ha depositato tre brevetti, collabora con enti come Enea e Cnr, e ha già installato impianti dimostrativi in Sardegna, Lazio, Calabria e Sicilia. La principale difficoltà – spiegano – non è tecnologica, ma culturale: «Il mercato del calore rinnovabile in Italia è poco conosciuto, mentre il fotovoltaico ha beneficiato di una promozione molto più ampia e visibile».


