Detenuto tenta il suicidio nel carcere di Uta

Nuovo episodio dopo la morte di tre giorni fa a Bancali. La garante Testa: “Inaccettabile”
Il carcere di Uta

“Altra giovane vita appesa a un filo”. Così la garante delle persone private della libertà personale, Irene Testa, annuncia il tentativo di suicidio di un detenuto di 33 anni con problemi psichiatrici nel carcere di Uta. Secondo Testa questo ennesimo episodio impone una riflessione non più rinviabile. “È inaccettabile”, prosegue la garante, “che il carcere continui a farsi carico della malattia mentale in assenza di adeguati percorsi di cura. Scaricare il disagio psichico negli istituti penitenziari è vergognoso e rappresenta una sconfitta per l’intero sistema. Servono risposte immediate, non solo dal Ministero della Giustizia ma anche dalla Regione, cui compete l’organizzazione dell’assistenza sanitaria”. Per Testa occorrono con urgenza strutture alternative al carcere per le persone con gravi patologie psichiatriche, un adeguato rafforzamento del personale sanitario e una reale presa in carico delle persone più fragili.

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