DICE MONTALBANO. Cos’è un nuraghe? 7 domande che agitano il mondo degli studiosi

Nuraghi

Intorno all’inizio del secondo millennio a.C., in Sardegna compaiono le torri nuragiche. Si tratta di edifici caratterizzati da ambienti interni e da un ballatoio alla sommità, generalmente accessibile tramite una scala interna. Gli spazi interni sono realizzati con la tecnica della falsa cupola, sovrapponendo a secco conci sbozzati.
Attualmente si contano circa 8.000 nuraghi, inclusi i protonuraghi (quelli senza torri), ma si stima che il numero totale possa avvicinarsi ai 10.000 edifici. Di seguito alcune domande alle quali rispondo con dati oggettivi provenienti dalle stratigrafie:

1. La comparsa delle torri corrisponde all’arrivo di importanti apporti culturali esterni?
No: si osserva una graduale e certificabile evoluzione delle tecniche costruttive precedenti, come muraglie e recinti megalitici.

2. L’edificazione avviene in un breve arco di tempo?
No: si registra un processo di progressiva occupazione territoriale, con attività edilizia distribuita su tutto il Bronzo Medio.

3. La cessazione dell’attività edilizia intorno al X a.C. corrisponde all’arrivo di popolazioni straniere o a catastrofi?
No: anche questa fase rappresenta una transizione priva di eventi catastrofici. Le strutture con torri continuano a essere utilizzate per funzioni sacre e altri scopi. Le torri sono espressione di un’evoluzione culturale radicata da millenni sul territorio, che si adatta a nuove esigenze, soprattutto di carattere commerciale e di conservazione della produzione agroalimentare.

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