DICE MONTALBANO. I corridori di Mont’e Prama
I corridori di Mont’e Prama
L’auriga e il suo arciere indossavano un corpetto a squame metalliche dal peso variabile tra i 15 e i 20 chilogrammi, quindi non potevano fuggire né difendersi facilmente in un combattimento corpo a corpo. In situazioni del genere, uno sciame di guerrieri armati di spade corte e scudi leggeri aveva il vantaggio sia in termini di numeri che di mobilità. Se si riusciva ad abbattere il cavallo con un giavellotto da una distanza di 40-50 metri, si poteva ridurre la distanza di combattimento e ingaggiare un corpo a corpo con armi più adatte.
All’inizio, i guerrieri combattevano principalmente in guerre locali, ma, visto che la loro arte era molto richiesta, spesso prestavano servizio ovunque fossero ben pagati. Le armate non erano mai omogenee: potevano avere origini diverse, ma formavano un corpo unito e parlavano lo stesso linguaggio delle armi. I primi eserciti erano composti in gran parte da mercenari, come avvenne in Sumeria (oggi parte dell’Iraq) nel III millennio a.C. Vennero così formate armate destinate alle guerre tra le città-stato della regione, che si scatenavano continuamente tra loro.
Le guerre hanno sempre favorito lo sviluppo di nuove tecnologie, accelerando il progresso. La costruzione dei primi carri da battaglia rappresentò un vero spartiacque nelle guerre dell’antichità, cambiando radicalmente il modo in cui gli eserciti si affrontavano. Questi carri erano veloci e manovrabili, permettendo di dividere e disorientare le schiere nemiche.
I carri più veloci erano inavvicinabili dalla fanteria, e gli arcieri che si posizionavano su di essi potevano colpire con precisione mortale e tornare rapidamente tra le fila dell’esercito.
Quando si disponeva di carri, servivano meno persone addestrate: un auriga e i lanciatori di frecce e sassi. Mentre un cavallo portava un solo cavaliere, un carro poteva ospitare fino a quattro persone, offrendo così maggiori possibilità strategiche. Gli antichi egizi usavano un gran numero di carri che si muovevano sul campo di battaglia, anche se questo comportava il rischio di scontri tra loro, quindi era fondamentale mantenere la disciplina. Organizzavano i carri in squadroni di 25 unità e potevano impiegare fino a 1500 carri per attaccare lo schieramento nemico.
I primi furono gli Hyksos, invasero l’Egitto con i loro carri e si stabilirono fondando la città di Avaris. Poi, dalle pianure dell’Iran, si mossero con carri e cavalli verso la valle dell’Indo, distruggendo le grandi civiltà della regione. Nel II millennio a.C. molte civiltà impararono a usare il carro da battaglia che diventò una presenza costante nelle guerre del Vicino Oriente. La fortuna del carro non si limitò a queste regioni: anche i Celti lo utilizzavano per spostarsi in battaglia. A differenza del carro leggero dei Sumeri, quello dei Celti aveva una struttura molto più solida, pensata principalmente per travolgere le prime linee nemiche. Era usato come ariete e aveva una struttura molto più pesante del carro sumero.