DICE MONTALBANO. I modellini di nuraghe: i totem in pietra dell’età nuragica

Modelli nuraghi

Nella fase conclusiva dell’età del Bronzo, attorno al X a.C., si diffonde la pratica di riprodurre in miniatura i nuraghi e sistemarli al centro di grandi edifici assembleari. Questo fenomeno rispondeva all’esigenza delle élite locali di consolidare e legittimare il proprio potere, in un momento di crisi dei sistemi territoriali tradizionalmente organizzati intorno ai nuraghi.
I capi, per mantenere il prestigio acquisito, avevano bisogno di simboli riconoscibili e condivisi dalla comunità, da impiegare nei rituali collettivi: il modellino di nuraghe diventava così un potente emblema politico e religioso, capace di rafforzare il consenso e la coesione sociale.
La rappresentazione del nuraghe non dipendeva dal materiale o dalle dimensioni: poteva assumere forme diverse, ma conservava sempre un forte valore simbolico. Gli studiosi distinguono due categorie principali: i piccoli modellini in pietra, ceramica o bronzo, generalmente offerti come ex voto; e i cosiddetti modelli-altare, di dimensioni maggiori, a volte formati da più elementi assemblati. Questi ultimi sono stati ritrovati sia all’interno dei nuraghi, riadattati in alcuni vani a spazi sacri, come nel caso del sacello del nuraghe Su Mulinu di Villanovafranca, sia nei grandi complessi religiosi e nei santuari di Serra Niedda di Sorso, Su Monte di Sorradile, Santa Vittoria di Serri, Sant’Anastasia di Sardara, Sa Carcaredda di Villagrande Strisaili, e nelle celebri capanne delle riunioni di Barumini, Florinas e Alghero.

Riproduzioni fedeli dei nuraghi

I frammenti di blocchi rinvenuti nei crolli delle parti superiori dei nuraghi dimostrano la stretta corrispondenza tra i modelli e le costruzioni reali. Alcuni dettagli architettonici, come i mensoloni che sostenevano i terrazzi o i parapetti decorati, venivano accuratamente riprodotti con incisioni parallele, scanalature profonde, motivi a zig-zag, a spina di pesce o con linee verticali. Numerosi resti di questi manufatti sono stati scoperti nel sito di Mont’e Prama, accanto alle celebri statue di guerrieri, rendendo questo contesto unico per quantità e varietà di esemplari.
La lavorazione rivela una sorprendente inventiva: esistono modelli scolpiti da un unico blocco di pietra, altri invece componibili, creati giustapponendo diversi elementi. Tra i più imponenti spiccano i nuraghi quadrilobati, ossia quelli con una torre centrale e quattro torri laterali collegate, alti fino a un metro e mezzo, e i nuraghi polilobati, con otto torri complessive, di cui quattro principali e quattro secondarie. Nei cinque esemplari noti, il terrazzo della torre centrale è sempre circolare, con diametri di quasi 40 cm e parapetti alti più di 10 cm.

Dettagli costruttivi

Accanto ai modelli completi sono state rinvenute centinaia di parti isolate come basi, corpi centrali e terrazzi, che permettono di ricostruire altri numerosi esemplari. I parapetti sono spesso decorati con triangoli disposti in serie o con linee verticali o oblique. Un dettaglio singolare, raffigurato nei modelli ma non attestato nelle strutture reali, è la cupoletta posta al centro del terrazzo: probabilmente serviva a proteggere gli ultimi gradini della scala dalla pioggia, ed è sempre resa con una forma conica.
In diversi modelli componibili, il terrazzo si inseriva sul corpo della torre grazie a un foro longitudinale che ospitava un’anima di piombo, garantendo la stabilità dell’insieme. I terrazzi potevano variare dai 13 ai 20 cm di diametro, con parapetti alti 7-8 cm, mentre i fusti superavano anche i 40 cm. Alcuni modelli a torre unica raggiungono diametri di 60 cm e parapetti alti 20 cm. Questi presentano al centro del fusto una cavità quadrangolare che si incastrava con un secondo elemento, suggerendo che forse facevano parte di composizioni più complesse, con torri laterali aggiuntive.
La ricchezza decorativa e la varietà strutturale dei modellini di nuraghe testimoniano l’eccezionalità del sito di Mont’e Prama e, più in generale, il ruolo centrale che queste riproduzioni simboliche ebbero nella cultura nuragica: non semplici oggetti, ma vere e proprie icone di identità, potere e religiosità.

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