
Sotto il monumentale Bastione di Saint Remy, nel cuore del quartiere Castello, Cagliari conserva una città nascosta. È la Galleria dello Sperone, un luogo in cui la storia non si osserva soltanto: si attraversa. Tra volte in pietra, antiche murature e passaggi scavati nel fianco della collina, questo spazio racconta una Cagliari fortificata, assediata, trasformata più volte nel corso dei secoli.
Per comprendere la storia dello Sperone bisogna però spingersi molto più indietro, fino al Medioevo, quando Castello era il cuore politico e militare della città. Dopo la conquista pisana del 1217-1218, Cagliari venne organizzata secondo un nuovo assetto urbano e fortificato. Il colle divenne una vera cittadella, protetta da mura e torri e separata dagli altri insediamenti che si sviluppavano ai suoi piedi.
In quell’epoca vivere a Castello significava abitare dentro un sistema difensivo. Le mura non erano soltanto una barriera contro gli eserciti nemici: delimitavano uno spazio sociale e politico privilegiato. All’interno si concentravano le sedi del potere, le abitazioni delle famiglie più importanti, gli edifici religiosi e le attività legate all’amministrazione della città. Le torri e le cortine murarie seguivano l’andamento naturale della collina, sfruttandone la posizione dominante sul porto e sulle pianure circostanti.
Da quelle alture era possibile controllare il mare e individuare con largo anticipo le navi in avvicinamento. In una Sardegna medievale contesa fra potenze mediterranee, questa posizione aveva un valore strategico enorme. Pisa considerava Cagliari una delle proprie principali basi nel Mediterraneo occidentale e investì nella costruzione di una cintura fortificata capace di resistere agli assedi. Secoli dopo, quelle stesse strutture sarebbero state adattate alle nuove esigenze della guerra.
È su questo paesaggio medievale che si innestano le trasformazioni successive. Nel Cinquecento, quando il Mediterraneo era una frontiera instabile e le incursioni provenienti dal Nord Africa rappresentavano una minaccia concreta per le città costiere, le antiche difese dovettero essere aggiornate. Carlo V affidò all’architetto e ingegnere militare Rocco Cappellino il compito di modernizzare le fortificazioni della Sardegna. A Cagliari nacque così un sistema più complesso di bastioni, torri e strutture difensive, costruito anche sfruttando e modificando le opere medievali.
La Galleria dello Sperone rappresentava uno degli ingranaggi di questo sistema. Il suo ambiente più caratteristico è la cosiddetta *Casamatta Voltata*, conosciuta anche come Cannoniera. Qui un cannone contribuiva a creare un fuoco incrociato con quello collocato nel Bastione del Balice, in via Università. L’obiettivo era difendere la Porta dei Due Leoni, uno degli accessi alla città fortificata.
Ma la galleria non fu soltanto un luogo di guerra. Nei secoli cambiò funzione insieme alla città. Alcuni ambienti furono utilizzati come carcere e un passaggio conduceva i condannati a morte verso Piazza Martiri. Un’altra parte ospitava una cisterna pubblica che contribuiva alla distribuzione dell’acqua nel quartiere di Castello. Durante la Seconda guerra mondiale, inoltre, gli spazi sotterranei offrirono riparo alla popolazione durante i bombardamenti.
Il suo destino è strettamente legato a quello del Bastione di Saint Remy, uno dei simboli architettonici di Cagliari. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, la città trasformò le proprie antiche fortificazioni in un grande spazio monumentale. Il Bastione venne costruito tra il 1896 e il 1902, inglobando e valorizzando strutture difensive più antiche. Nello stesso periodo nacque la Passeggiata Coperta, inaugurata nel 1902 e destinata a diventare uno dei luoghi più riconoscibili della vita cittadina.
È proprio dalla Passeggiata Coperta che si accede alla Galleria dello Sperone. Il contrasto è sorprendente: dai grandi ambienti luminosi del monumento ottocentesco si passa improvvisamente a un percorso più raccolto, dove le murature raccontano una storia molto più antica. È come attraversare una soglia temporale.
Oggi la Galleria è un percorso attraverso le strutture storiche e difensive sopravvissute alle trasformazioni della città. Non è semplicemente un monumento da fotografare: è una testimonianza materiale dell’evoluzione urbana di Cagliari, dove architettura militare, vita quotidiana e memoria civile si sovrappongono. Nel tempo ha inoltre ospitato mostre ed eventi culturali, affiancando la Passeggiata Coperta nella funzione di spazio culturale.
La Galleria dello Sperone rimane così uno dei luoghi più singolari di Cagliari: un frammento di città nascosta dentro la città. Sopra, la terrazza del Bastione guarda il golfo e la luce del Mediterraneo; sotto, le antiche volte conservano il ricordo di mura medievali, cannoni, prigionieri, acqua, guerra e rifugi.
Due paesaggi sovrapposti, uniti dalla stessa pietra. È forse questo il fascino più autentico dello Sperone: ricordarci che, a Cagliari, la storia non è soltanto davanti ai nostri occhi. A volte è proprio sotto i nostri piedi.


