
Rheinmetall ha avviato in Sardegna la produzione in serie dei droni kamikaze. In questo preciso istante in Sulcis si stanno fabbricando ordigni di questo tipo. Lo ha comunicato l’azienda tedesca annunciando l’espansione delle proprie linee in Italia. I due impianti coinvolti sono Musei, dove si assemblano e si testano i sistemi, e Domusnovas, dove vengono integrate le testate esplosive.
A chi verranno forniti i droni kamikaze? La risposta è contenuta nel comunicato ufficiale di Rheinmetall. Basta fare 2 più 2. Nel comunicato ufficiale si parla di collaborazione con UVision, società israeliana che produce la famiglia di droni Hero.
La cooperazione diretta tra Rheinmetall e un’azienda israeliana rafforza i sospetti già sollevati negli anni dalle organizzazioni pacifiste: che parte della produzione sarda finisca, attraverso commesse o componenti, nelle forniture destinate alle forze armate di Tel Aviv. Dove vengono utilizzate? In tutte le zone di guerra che coinvolgono Israele. Gaza? Non ci sono i presupposti per pensare il contrario.
A Domusnovas la controllata RWM Italia concentra la parte più delicata del processo, quella relativa all’integrazione delle cariche esplosive. È lo stesso sito che in passato aveva fornito bombe aeree poi utilizzate nel conflitto yemenita. Oggi la produzione riguarda droni di nuova generazione, in grado di colpire autonomamente dopo un volo di ricerca del bersaglio.
L’azienda parla di investimenti e crescita tecnologica. Non fornisce però dettagli sui volumi, sui clienti finali o sulle licenze di esportazione. Il ministero degli Esteri, responsabile del controllo dell’export militare, non ha diffuso dati aggiornati sulle autorizzazioni concesse a RWM Italia nel 2025.


