
I conti non tornano, e le versioni sono opposte. Il 16 luglio, in Commissione Trasporti, l’assessora Barbara Manca ha dichiarato che la Fondazione Trenino Verde avrebbe ricevuto 310 mila euro senza presentare alcun rendiconto. Ma dalla Fondazione arriva una smentita netta. Il presidente Elso Rei ribalta la ricostruzione: “Non abbiamo mai ricevuto quei fondi. Sono stati gestiti direttamente da Arst”. Due narrazioni che non coincidono. In questa intervista Rei spiega punto per punto la posizione della Fondazione, chiarisce cosa non ha funzionato e rilancia il dibattito sulla trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche.
Presidente Rei, è vero che la Fondazione ha ricevuto 310 mila euro senza rendicontarli?
No. La Fondazione non ha ricevuto un euro dalla Regione, proprio neanche un euro. Quei denari sono stati dati all’Arst direttamente.
Quindi i soldi stanziati dalla Regione non sono mai arrivati alla Fondazione?
La norma istitutiva parla alla Fondazione per il tramite di Arst, ma poi le risorse le ha gestite Arst direttamente. A noi non ha dato niente.
La Fondazione ha potuto operare comunque?
Se la Fondazione non si può permettere un ufficio di segreteria, non ha neanche la struttura amministrativa per poter funzionare, è chiaro che non funziona.
In Commissione è stata discussa la vostra gestione. Lei era stato convocato?
L’audizione l’avevamo chiesta noi alla quarta commissione. Io purtroppo per problemi di salute non sono potuto andare e avevo delegato Roberto Neroni, l’ex presidente Arst.
L’assessora sostiene che la Fondazione non ha prodotto nulla. Lei cosa risponde?
Non voglio fare polemica, ma se la Fondazione non ha risorse, è inoperativa. Noi ci abbiamo messo solo energie personali, io in particolare.
Ritiene che la Fondazione debba essere riformata?
Avevo già proposto in seno alla Fondazione l’allargamento della giunta. Attualmente sono membri ufficiali solo due comuni su 45. Mi è sempre sembrato pochissimo.
È favorevole all’ingresso degli assessorati nella governance?
Sarebbe assolutamente auspicabile avere un rappresentante degli assessorati di riferimento: non solo Trasporti, ma assolutamente Turismo, Cultura, e anche Enti locali.
Ma allargare troppo il direttivo non rischia di bloccare tutto?
Quando si opera in tanti si rischia di non prendere decisioni. Però senza partecipazione è peggio.


