
Raggiungere le zone costiere e le aree a bassa densità abitativa, collegandole con i servizi di linea attraverso bus a chiamata: è questo l’obiettivo del nuovo progetto sperimentale “Embracer”, che prenderà il via il 13 aprile nei comuni di Quartu Sant’Elena e Quartucciu. Il modello, che rappresenta il primo test in Italia, è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa dal presidente del CTM, Fabrizio Rodin, insieme al sindaco di Quartu, Graziano Milia, al sindaco di Quartucciu, Pietro Pisu, al delegato della Città metropolitana per la mobilità, Omar Zaher e all’assessora alla mobilità del comune di Quartu, Elisabetta Aztori. Presente anche il capo di Gabinetto dell’assessorato regionale ai Trasporti, Francesco Sechi.
La copertura del servizio interesserà le aree di Margine Rosso, Bellavista, Foxi, Is Ammostus, Flumini, Is Pardinas, Sperassiu e Sant’Isidoro. I passeggeri saranno collegati alle linee PF, PQ, IQ e 21. Il costo del biglietto resta invariato: 1,30 euro per 90 minuti, senza necessità di acquistare più titoli di viaggio. Per le prenotazioni sarà possibile utilizzare il numero verde 800259745 oppure l’app del CTM. Il progetto è sostenuto dal programma Interreg Europe, con uno stanziamento complessivo di circa due milioni e mezzo di euro.
Per il presidente Rodin si tratta dell’avvio di un nuovo percorso: “Rispondiamo a una richiesta storica delle amministrazioni di Quartu e Quartucciu con un modello di mobilità flessibile e a chiamata, che ha già dimostrato il suo valore con Amicobus. Un esperimento replicabile non solo in altre aree della città metropolitana, ma anche nelle zone interne dell’Isola”. Parla di risultato frutto del dialogo costante Omar Zaher: “È un servizio che migliora anche la sicurezza dei cittadini, riducendo l’uso dell’auto privata. Purtroppo la Sardegna è ancora ai primi posti in Italia per incidenti stradali” “Vogliamo togliere i nostri ragazzi dalle strade extraurbane che presentano diversi problemi di sicurezza ”, ha aggiunto l’assessora alla Mobilità del Comune di Quartu, Elisabetta Atzori. “Anche chi vive nelle periferie ha diritto di partecipare alla vita della comunità, di andare a una mostra, a un evento e di muoversi liberamente.” Gli amministratori hanno infine rivolto un appello alla cittadinanza: dal successo del servizio dipenderà la possibilità di superare la fase sperimentale. Un concetto ribadito dal sindaco Pisu: “La richiesta dei cittadini dei nostri borghi era rimasta a lungo inevasa per via dei costi. Oggi, grazie ai fondi europei, siamo riusciti ad avviare il progetto. Questa opportunità può diventare strutturale, se i cittadini la faranno propria.”


