
Emilio Lussu aveva in testa una repubblica sarda indipendente, da federare alla nascente repubblica italiana. Ne aveva parlato a Londra con il Gabinetto di guerra britannico nel 1942 ma il progetto “è saltato per aria”.
Lo rivela proprio lui, l’avvocato statista in un carteggio inedito del Centro studi Emilio Lussu divulgato a 50 anni dalla scomparsa. I fatti: è il 1968, Lussu dal Senato scrive al consigliere regionale comunista Armando Congiu, un politico iglesiente di solida formazione autonomista cresciuto alla scuola di Renzo Laconi. Come si usava allora, Congiu si rivolge con una breve lettera a Lussu e tocca il tema del ruolo svolto il movimento operaio e contadino nella liberazione della Sardegna nazifascismo. Il consigliere regionale tocca anche il tema della mancata nascita della Repubblica sarda.
Ecco la risposta del glorioso capitano della Brigata Sassari, che non si fa attendere. L’insurrezione armata del popolo sardo fu bocciata da Churchill, che riteneva che l’invasione degli Alleati dell’Italia sarebbe dovuta avvenire procedendo da nord a sud. Lussu con un aereo e un pilota era pronto ad atterrare nel centro della Sardegna, probabilmente a Ottana o a Macomer, per congiungersi a un gruppo antifascista sulcitano e nuorese. L’obiettivo nelle parole del grande avversario di Mussolini è chiarissimo: guidare le masse popolari nella rivolta armata.


