
L’Arena in Fiera è scossa da un’onda sonora che parte dalla Sardegna, passa per Torino e arriva fino al Nord Europa: tre band di qualità aprono la serata, poi salgono gli Europe e in un lampo l’atmosfera anni ’80 prende fuoco.
La serata di sabato scorso alla Fiera di Cagliari prende vita con i Rod Sacred, band sarda storica, che porta sul palco tutto il calore della scena locale. Atmosfere robuste, suoni grezzi, una grinta autentica che crea empatia tra palco e pubblico. Una scarica iniziale di heavy classico, diretto e senza fronzoli.
Poi tocca ai Dobermann, ed è qui che cambia tutto.
Da Torino arriva un’impronta rock autentica, forgiata da oltre 1.000 concerti in tutta Europa. Il trio, indipendente da più di un decennio, sono loro la vera rivelazione della serata. Il pubblico li accoglie con calore: riff esplosivi che sanno di AC/DC e assoli che richiamano l’energia di Van Halen. Il chitarrista, ‘Mohicano”, una vera scoperta, lascia il segno offrendo assoli quasi ipnotici. Il pubblico si muove, canta, vibra: diventa parte del rito rock.
Chiudono l’opening act i Cobra Spell, band internazionale ad alto tasso di elettricità, una formazione tutta al femminile, tranne per il bassista, che strizza l’occhio al glam metal degli anni ’80 e lo fonde con un’attitudine moderna e feroce. Un tocco di spettacolo puro, che prepara il terreno al colosso della serata.
Alle 21:00 salgono sul palco gli Europe, leggendaria band svedese guidata da Joey Tempest. L’accoglienza è da stadio: luci taglienti, ovazioni, mani al cielo. La scaletta è un viaggio emotivo nel cuore del rock melodico:
1. Rock the Night
2. Carrie
3. On Broken Wings
4. Sign of the Times
5. More Than Meets the Eye
6. Open Your Heart
7. Stormwind
8. Scream of Anger
9. Hold Your Head Up
10. War of Kings
11. Prelude
12. The Final Countdown
Con Carrie, la platea si commuove. Gli sguardi si celano, le voci si uniscono. Open your heart sveglia emozioni sopite, e The Final Countdown è il boato definitivo che chiude il cerchio. Un rituale di liberazione collettiva, mani al cielo e un ricordo da portare via.Un unico rimpianto: niente bis. Nonostante i cori che invocavano un ultimo rientro sul palco, la band saluta e se ne va. Ma poco importa: l’energia resta. La serata del 14 giugno è prova evidente che quando sale sul palco una leggenda come il gruppo degli Europe, quei brividi diventano emozioni universali. Cagliari ha cantato e vibrato. La musica ieri sera ha lasciato un segno. E anche senza bis, la sensazione è chiara: il rock, quello vero, ha ancora la forza di trasformare la notte in leggenda