Export sardo a 36 milioni nel 2024 nei Paesi del Mercosur, la principale unione economica sudamericana

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«La conclusione di un accordo commerciale di questa portata rappresenterebbe un’opportunità significativa per l’economia della Sardegna». Con queste parole Andrea Porcu, direttore di Confindustria Sardegna, accompagna la pubblicazione di un report del Centro Studi dedicato al potenziale dell’intesa tra Unione europea e Mercosur, che coinvolge Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay.

Secondo l’analisi, il valore complessivo delle esportazioni sarde verso questi mercati è passato dai 24 milioni di euro del 2014 a un massimo di quasi 94 milioni nel 2017, per poi ridimensionarsi fino ai 36 milioni stimati per il 2024. Una dinamica condizionata dall’andamento del comparto petrolifero, che resta prevalente ma soggetto a forti oscillazioni.

Chimica e meccanica

Diversa la traiettoria dei settori chimico e meccanico. La chimica di base ha registrato una crescita costante, da 15,7 milioni nel 2014 a oltre 21 milioni nel 2024, confermandosi comparto stabile dell’export sardo. La meccanica è salita da poco più di 1 milione a quasi 10 milioni nello stesso arco temporale, segnalando l’ingresso dell’industria isolana in una fascia tecnologicamente più competitiva.

Sughero e lattiero-caseari mantengono invece volumi più contenuti ma continui, con una domanda consolidata soprattutto in Argentina e sbocchi anche in Cile e Perù. Il report sottolinea come l’eliminazione dei dazi possa rafforzare la posizione dei prodotti sardi, dall’agroalimentare alle produzioni industriali, e aprire canali verso l’intero continente sudamericano. In questo quadro, Confindustria rileva che le tensioni tariffarie con gli Stati Uniti rendono ancora più rilevante la possibilità di diversificare i mercati di sbocco.

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