
Masainas, basso Sulcis, circa 20 chilometri da Carbonia. 1300 abitanti e la fortuna di avere un medico di base che molti paesi dei dintorni ancora aspettano. Oggi incontriamo la dottoressa Patrizia Pusceddu, titolare della farmacia di Masainas.
Come si lavora in una farmacia rurale?
È una vera missione; fare la “farmacista di campagna”, come mi definisco io, significa dare sé stessi, interamente, a una comunità. È una professione che si fa con spirito di sacrificio e non certo per il ritorno economico. Non esistono sabati o domeniche. Sono a Masainas da poco, ma ho alle spalle un’esperienza di 28 anni a San Nicolò Gerrei. Prima sono stata anche a Decimoputzu e Nuxis.
Quali strumenti aiuterebbero l’efficienza della farmacia rurale?
Rivedere i requisiti per i locali aggiuntivi destinati ai servizi. Sarebbe anche auspicabile che alcuni servizi, in particolare quelli di Telemedicina, passassero in convenzione come in alcune regioni. Inoltre potremo fare prevenzione attraverso campagne vaccinali tipo papilloma virus, per esempio. La strada è lunga da percorrere ma in futuro spero che si andrà in questa direzione, soprattutto per i giovani farmacisti.
Quali sono le aspettative nell’immediato?
Mettersi in rete con il SSN per la presa in carico del paziente e monitorare l’aderenza alla terapia, collaborare appieno con gli altri professionisti del settore sanitario. Inoltre, far conoscere di più e meglio i servizi di telemedicina che offro: la popolazione qui è soprattutto composta da anziani, più del 50 per cento ha oltre 60 anni e non c’è un cardiologo in zona. La telemedicina abbatterebbe di molto le liste d’attesa rese dal servizio pubblico.
La sua farmacia offre già alcuni servizi di telemedicina?
Sì, offro holter cardiaco, pressorio e elettrocardiogramma.
Ritiene che le farmacie possano fare un salto di qualità con i fondi PNRR?
In generale sì, e i fondi del PNRR sono stati un aiuto per tutti, soprattutto per le farmacie con un grande bacino d’utenza. Per quanto mi riguarda, implementerei le analisi ematochimiche, la spirometria a livello di screening, visto che chi soffre di asma o BPCO ha già uno pneumologo di riferimento, e la MOC che è fondamentale per le persone anziane.
Fonte: Federfarma Cagliari e Sud Sardegna https://www.facebook.com/federfarmacagliari/


