Giallo di Tuvixeddu, le domande dei familiari di Manuela

Le telefonate di un uomo, i pianti, la misteriosa auto blu
Manuela Murgia

“Chi ha ucciso Manuela?”. È la domanda con cui i familiari della ragazza trovata morta nel canyon di Tuvixeddu continuano a chiedere verità su un caso che, a distanza di oltre trent’anni, conserva ancora numerosi interrogativi. Manuela aveva appena 16 anni e, come ricorda la famiglia in un lungo post pubblicato sulla pagina “Giustizia per Manuela Murgia”, frequentava poche persone: “Il suo mondo era piccolo, fatto di poche persone di cui si fidava”. Proprio per questo i parenti si chiedono chi possa essere riuscito a convincerla ad allontanarsi e con chi fosse la mattina della sua scomparsa. Tra gli elementi sui quali la famiglia richiama l’attenzione ci sono alcune inquietanti telefonate che la ragazza avrebbe ricevuto. Manuela, secondo il racconto dei familiari, quando rispondeva rimaneva in silenzio ad ascoltare. Dall’altra parte ci sarebbe stata “una voce maschile, la voce di un uomo adulto”. Telefonate che l’avrebbero fatta piangere. “Chi era quell’uomo? Cosa le diceva? Aveva paura? Conosceva quella voce?”, domandano oggi i parenti. E soprattutto: con chi salì in macchina quella mattina? Secondo la famiglia, difficilmente la sedicenne avrebbe accettato un passaggio da uno sconosciuto. L’ipotesi è quindi che potesse conoscere la persona che era con lei. C’è poi il particolare di una macchina blu, che sarebbe stata notata da alcuni testimoni. Anche su questo punto gli interrogativi sono numerosi: a chi apparteneva? Chi la guidava? Manuela era a bordo? L’auto era stata prestata a qualcuno? I familiari ripercorrono anche le ultime ore della ragazza.

Chi è stato l’ultimo a vederla viva?

Il 4 febbraio 1995 Manuela si lavò, si profumò, mise il rossetto e uscì di casa. “Voleva essere bella”, scrivono. Ma per incontrare chi? Perché aveva con sé dei soldi? La famiglia si interroga inoltre sulle diverse versioni emerse nel corso degli anni e avanza un’altra domanda: Manuela potrebbe aver visto qualcosa che non avrebbe dovuto vedere? Negli ultimissimi giorni della sua vita, sostengono i parenti, sarebbe stata notata vicino ad alcune abitazioni. Da qui altri interrogativi: chi incontrava, chi la aspettava e chi sapeva dei suoi spostamenti? Una domanda, soprattutto, viene evidenziata nel post: “Chi è stato l’ultimo a vederla viva?”. La famiglia non si arrende. “La verità non è morta con Manuela. Le domande sono ancora lì, i silenzi sono ancora lì, le contraddizioni sono ancora lì. E qualcuno, forse, sa molto più di quanto abbia mai raccontato”. L’appello alla condivisione del post si chiude con poche parole: “Manuela merita la verità. E noi continueremo a fare domande”.

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