
Il direttore generale della Asl 1 di Sassari, Flavio Sensi, ha dato il via libera alla liquidazione dei crediti dei direttori rimossi dal commissario e rientegrati dopo la sentenza della Corte costituzionale. I nuovi ricchi di questo incredibile gratta e vinci generato dalla riforma sanitaria targata Todde sono Mario Altana (direttore amministrativo un tempo vicino a Forza Italia, 110 mila euro lordi appena incassati), Vito La Spina (direttore sanitario) e Anna Maria Negri (direttore sociosanitario), 30 mila euro lordi a ciascuno.
E’ stato proprio Sensi, cacciato e rientegrato per effetto di un provvedimento del Tar Sardegna, a disporre l’atto di liquidazione delle spettanze degli altri direttori. Dunque, per dirla in francese, la Regione ha pagato per otto mesi sia lo stipendio del commissario e dei suoi direttori collaboratori che lo stipendio dei cacciati ora rientegrati. E’ un danno erariale? Chi lo sa se non la Corte dei conti che i revisori dovranno valutare se informare. Vedranno loro ma la legge parla chiaro: i revisori sono lì per rivedere e avvisare chi di competenza.
E non è tutto da Sassari: fra tre giorni scade l’ultimatum di Sensi, uomo di potere generato da FdI e oggi vicino al Pd. Dunque molto lontano da Cinque stelle. La domanda è: Sensi accetterà di dimettersi per guidare la società di servizi della Provincia di Sassari, Multiss? Oppure resterà in nome di Silvio lai a guardia dell’ultimo fortino sanitario del Pd?