Il Consiglio regionale dice no al riarmo e sospende i rapporti con Israele. Ma la maggioranza si spacca

Il consiglio regionale

Il Consiglio regionale ha approvato due mozioni di forte impatto politico, destinate a lasciare traccia. La prima, a firma Luca Pizzuto (Sinistra Futura), esprime la netta contrarietà della Sardegna al piano europeo di riarmo. La seconda, sempre a prima firma Pizzuto, chiede la sospensione dei rapporti istituzionali tra Regione e Stato di Israele per le gravi violazioni dei diritti umani nella Striscia di Gaza.

Entrambe le mozioni sono passate, ma non senza tensioni. Sul testo contro il riarmo si sono registrate divisioni nella stessa maggioranza. Il Pd si è astenuto, Fratelli d’Italia ha votato contro, e il dibattito ha mostrato una frattura profonda tra visioni inconciliabili: da un lato chi denuncia “la follia di destinare il 5% del Pil alla spesa militare, sottraendo risorse a scuola, sanità e welfare”; dall’altro chi difende l’aumento degli investimenti nella difesa come “necessari alla sicurezza europea”.

Poco compatti contro la guerra

“La Sardegna – ha detto Pizzuto in Aula – non può restare in silenzio: è una terra di servitù militari ma anche una terra di pace, che deve alzare la voce contro l’economia di guerra”. Gli hanno fatto eco, tra gli altri, Ciusa (M5S), Solinas (Pd, voto a titolo personale), Orrù (Avs), Di Nolfo (UpAT). Duro invece il centrodestra, con Truzzu e Meloni (FdI) che hanno parlato di mozioni ideologiche, accusando la sinistra di ipocrisia.

Più netta ancora la spaccatura sulla mozione 51, che propone il blocco dei rapporti con Israele. Anche questa è stata approvata, con ampi richiami alla tragedia in corso a Gaza e al dovere morale di prendere posizione. Respinta invece la mozione 54, presentata da Truzzu, che proponeva un generico appello alla diplomazia senza condanne dirette.

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