
La Regione ha compiuto il primo passo verso l’adozione del Decreto Salva-casa, la riforma nazionale approvata dal Governo Meloni che si propone di sanare le piccole difformità delle abitazioni: secondo quanto riferito dal ministro delle Infrastrutture Salvini, in questo momento in Italia il mercato immobiliare è fermo anche a causa di ben 4 milioni di abitazioni non vendibili perché presentano dei difetti rispetto alle norme attuali. Al momento, la riforma voluta da Salvini sta presentando alcune difficoltà di applicazione da parte degli uffici comunali ma il Governo è sicuro che si tratti di una fase transitoria di rodaggio e adeguamento del sistema.
Finora la Sardegna non ha adottato il Decreto Salva-casa ma alcuni giorni fa il Consiglio regionale ha inserito il recepimento della riforma nel prossimo ordine del giorno. Il primo firmatario è Antonello Floris (Fdi), consigliere di opposizione, componente della quarta commissione che si occupa di ambiente e pianificazione. Floris spiega: “Si tratta di un importante passo avanti per la semplificazione e la riqualificazione edilizia. Il provvedimento, attesissimo anche in Sardegna, è una risposta concreta alle esigenze di migliaia di cittadini, tecnici e operatori del settore. poniamo le basi per la regolarizzazione degli immobili che, pur costruiti con regolare concessione edilizia, presentano lievi difformità rispetto alle norme attuali. Queste difformità, in passato tollerate, oggi emergono durante compravendite o richieste di mutui, causando difficoltà a cittadini che, spesso inconsapevoli, si trovano di fronte a problemi burocratici inaspettati”.
Ecco alcune peculiarità del Decreto: l’altezza minima delle abitazioni è stata abbassata da 2,7 metri a 2,4; c’è un aumento delle tolleranze costruttive, la semplificazione del cambio di destinazione d’uso, le nuove dimensioni minime delle unità. Inoltre, qualora la pubblica amministrazione non dovesse dare risposte alle richieste, sarà considerato silenzio – assenso e non più, come accaduto finora, silenzio – rifiuto. “Negli ultimi mesi – spiega il consigliere Floris – abbiamo ricevuto numerose segnalazioni da tecnici, cittadini e amministratori locali. I ritardi nell’adeguamento normativo hanno generato confusione, immobilismo e contenziosi amministrativi. Con il recepimento del Decreto potremo risolvere tutto con molta più facilità”.


