
Il carcere di Uta scoppia. Lo dice Irene Testa, garante dei diritti dei detenuti. E tra questi diritti c’è anche quello (minimo) a un letto e a una coperta: “762 detenuti a fronte di una capienza di 560. Intere sezioni con 4 letti in celle da due. Non ci sono neanche i cuscini sufficienti tanto è l’affollamento della struttura. Gli agenti fanno i salti mortali per recuperare cuscini e coperte. Nella sezione dove si trovano gli isolati, la maggior parte dei quali malati psichiatrici non solo vengono custoditi nelle celle lisce senza arredi con la sola branda ma persino senza coperte sufficienti. Ne hanno una a disposizione ma fa molto freddo. Ora è chiaro che se ancora non possono essere accesi i termosifoni non si può però far morire di freddo chi sconta una pena, non è umano e non è in alcun modo accettabile. Va anche ricordato che i detenuti pagano il vitto e l’alloggio in carcere ma in questo modo non si fanno vivere neanche le bestie, figuriamoci gli esseri umani”.