Incendio e atti vandalici a Medjugorje

Danneggiato il santuario, arrestato un cittadino polacco
La statua della Madonna prima dell’atto vandalico

A Medjugorje, uno dei principali luoghi di pellegrinaggio mariano al mondo, il santuario della cittadina della Bosnia-Erzegovina è stato colpito da un incendio doloso e da una serie di atti vandalici che hanno interessato alcuni dei luoghi più simbolici della devozione legata alla Regina della Pace. Tra i primi a dare notizia dell’accaduto è stato Il Nuovo Corriere Nazionale, con un articolo firmato da Antoniu Martin, che ha raccontato i fatti nelle ore immediatamente successive all’episodio. Secondo le prime ricostruzioni, nella notte tra lunedì 27 e martedì 28 luglio un uomo si è introdotto nel complesso della parrocchia di San Giacomo. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza lo avrebbero ripreso mentre appicca il fuoco all’altare esterno situato dietro la chiesa di Sveti Jakov. Le fiamme sono state domate in tempi rapidi, evitando che raggiungessero l’edificio religioso, ma hanno comunque provocato danni materiali all’altare, recentemente restaurato. L’azione non si è fermata qui. Sono state infatti deturpate anche le statue della Madonna sul Podbrdo, la celebre Collina delle Apparizioni, e presso la Croce Blu, due dei luoghi più frequentati dai pellegrini provenienti da ogni parte del mondo. Gli autori hanno inoltre affisso uno striscione con i nomi dei sei veggenti che nel 1981 riferirono di aver visto la Madonna, accompagnato da una scritta in lingua polacca: “Sono degli impostori, ho le prove”. Un gesto che ha suscitato sconcerto tra i fedeli e nella comunità locale.

Il santuario resta aperto

Le indagini hanno portato rapidamente all’individuazione del presunto responsabile. Si tratta di un cittadino polacco, arrestato nella località di Cerno, nel Cantone dell’Erzegovina occidentale, nei pressi di Ljubuški, mentre si dirigeva verso il confine con la Croazia con uno zaino in spalla. Alla sua ricerca hanno partecipato, oltre alle forze di polizia, anche i vigili del fuoco, il servizio di soccorso alpino GSS e diversi cittadini che si sono uniti alle operazioni. Gli investigatori stanno ora lavorando per chiarire il movente e ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’accaduto. Nonostante l’episodio, il santuario ha rassicurato i fedeli attraverso una nota ufficiale. “Il santuario rimane aperto a tutti i pellegrini. Il programma di preghiera si svolge regolarmente e tutti gli ambienti vengono rapidamente puliti e preparati affinché possano tornare a essere un luogo di preghiera e di incontro con il Signore per intercessione della Regina della Pace”.

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