
Venerdì 15 agosto è andato in scena ad Anchorage, in Alaska, il primo incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin da quando è iniziata la guerra nel territorio ucraino. I due, secondo quanto aveva annunciato il presidente Usa, avrebbero parlato di come porre fine alla guerra con un “cessate il fuoco” duraturo. In caso di non raggiugimento dell’accordo, Trump avrebbe preso contromisure a detta sua “gravissime”, nei confronti della Russia.
Nessun accordo di pace al momento, ma solo richieste del presidente russo, il quale vuole annettere alla Russia i territori bombardati dal suo esercito, imponendo il russo come prima lingua delle regioni.
La presidente Meloni, dopo essere stata snobbata da Putin, a detta sua perchè”troppo amica dell’Ucraina” per intermediare a Roma tra lui e il presidente Trump, ha rilasciato le sue opinioni in merito all’incontro tra le due grandi potenze: “Considero positivo il fatto che si stiano aprendo degli spiragli di pace in Ucraina. L’accordo è ancora complicato ma finalmente possibile, soprattutto in seguito allo stallo che si è creato da molti mesi lungo la linea del fronte. Solo l’Ucraina potrà trattare sulle condizioni e sui propri territori – ha dichiarato la presidente del Consiglio- Il punto cruciale rimane quello delle garanzie di sicurezza per scongiurare nuove invasioni russe. Solo robuste e credibili garanzie in tal senso potranno prevenire nuove guerre e aggressioni”, ha poi concluso la Premier italiana.
“Finché continueranno le uccisioni in Ucraina, saremo pronti a mantenere alta la pressione sulla Russia. Continueremo a rafforzare le sanzioni e le misure economiche più ampie per esercitare pressione sull’economia di guerra della Russia fino a quando non sarà raggiunta una pace giusta e duratura”. L’Ucraina può contare sulla nostra incrollabile solidarietà mentre lavoriamo per una pace che salvaguardi gli interessi vitali di sicurezza dell’Ucraina e dell’Europa”.
I firmatari di queste dichiarazioni sono alcuni leader europei e i maggiori organi dell’Unione Europea: Von der Leyen (pres commissione europea) , Antonio Costa (pres Consiglio europeo) , Meloni (Italia) , Macron (Francia) , Starmer (Uk) , Merz (Germania) , Stubb (Finlandia).


