
La Sardegna prende posizione sul conflitto israelo-palestinese. È stata presentata in Consiglio regionale una mozione che condanna ufficialmente le violazioni dei diritti umani nella Striscia di Gaza e chiede la sospensione di ogni cooperazione istituzionale con Israele fino al rispetto del diritto internazionale.
Firmata da quasi trenta consiglieri e consigliere della maggioranza, l’iniziativa rappresenta un gesto politico e simbolico forte in un momento in cui la crisi umanitaria a Gaza è definita “senza precedenti” da ONU e ONG internazionali.
“I sardi e la Sardegna non possono restare in silenzio,” ha dichiarato la presidente della Regione, Alessandra Todde. “Non è più sufficiente esprimere solidarietà. Serve una presa di posizione netta, politica e istituzionale.”
La mozione segue un primo passo già compiuto dal Consiglio Regionale nell’ottobre 2024, quando fu approvato un documento di riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina. Con questa nuova azione, si punta ora a misure più concrete su piani economici, politici e istituzionali.
Tra le richieste, c’è la sospensione della cooperazione con Israele in assenza di un chiaro impegno al rispetto del diritto internazionale umanitario. La mozione invita anche alla promozione di iniziative di pace e di dialogo, coinvolgendo la società civile palestinese. Un impegno radicato nella cooperazione La Sardegna ha una lunga esperienza di cooperazione con il mondo arabo e palestinese. In qualità di Autorità di Gestione del programma europeo Interreg NEXT MED, la Regione ha finanziato progetti in ambiti cruciali come salute, educazione e ambiente. “Collaborazioni vere, fatte di relazioni, scambi e umanità condivisa,” ha ribadito Todde, confermando il sostegno della Giunta alla mozione.
Secondo dati aggiornati delle Nazioni Unite, a Gaza si contano migliaia di vittime civili, infrastrutture sanitarie distrutte e un accesso quasi nullo ai beni essenziali. Diverse organizzazioni parlano apertamente di crimini di guerra e chiedono alla comunità internazionale di intervenire.
La Sardegna si unisce a un fronte crescente di regioni italiane ed europee – tra cui Puglia, Toscana ed Emilia-Romagna – che si dissociano dalla linea governativa nazionale, ancora saldamente a fianco di Israele.
La mozione è anche un messaggio politico indiretto a Roma. Il governo centrale non ha finora riconosciuto lo Stato di Palestina, né ha preso posizione pubblica sulle violazioni segnalate nella Striscia di Gaza.
La Sardegna, invece, sceglie di esporsi, nella convinzione che le autonomie locali possano contribuire attivamente alla diplomazia dei diritti umani.
“Essere neutrali di fronte all’ingiustizia equivale a schierarsi con l’oppressore,” ha detto ancora la presidente Todde, citando Desmond Tutu. “La Sardegna oggi sceglie di non essere neutrale.”


